venerdì 9 novembre 2012

Moon



Titolo originale: Moon
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Zowie Bowie, per gli amici Duncan Jones
Cast: Sam Rockwell
Genere: fantascienza claustrofobica

Mia mamma dice sempre che sto troppo in camera mia e che, andando avanti così diventerò pazzo.
Se continuerò ad evitare la realtà e a stare troppo su internet e a leggere fumetti non riuscirò più a distinguere ciò che è vero da ciò che è fittizio.

Ma io non le credo, e l'Uomo Ragno ogni giorno mi assicura che lei esagera.

Ok, scherzi a parte, via con la trama di Moon!

Decollo!!!


Che poi non è così facile, devo andarci cauto, sennò spoilero e voi non mi leggete più.

Sam Bell da tre anni lavora presso la base lunare Sarang, il cui compito è la raccolta di Elio 3, un "qualcosa" che viene regolarmente spedito sulla Terra per scopi energetici: il nostro uomo vive solo "con" la base, nel senso che tutto è computerizzato, e l'unico essere con cui Sam può parlare è un'intelligenza artificiale di nome Gerty.

Tutto scorre secondo i protocolli quando accade un incidente fuori dalla base; Sam verrà dunque a conoscenza di una cruda realtà e farà di tutto per raggiungere il suo scopo.

In film di questo genere, quando il singolo è tenuto sotto osservazione in tutta la durata della pellicola, la recitazione deve raggiungere livelli di tutto rispetto, la sfida non è da poco. Rockwell prende le redini e trascina questo film magistralmente, interpretando il suo personaggio, tra l'altro omonimo, con tutte le sfumature possibili di recitazione, dall'euforia sfrenata alla tristezza profonda.
Ottimo lavoro anche da parte dello staff del trucco, che riesce a dar l'idea di un uomo che rispecchia i suoi disturbi mentali attraverso il corpo. D'altro canto, provate a star soli 3 anni su un satellite naturale grigio senza che mi andiate fuori di capoccia. 

Amico mio fattelo dire: anche nel futuro esistono le aspirine

A livello di regia, si notano fin da subito chiari riferimenti ad altri film, come ad esempio il buon Gerty, chiaramente preso da 2001: Odissea nello spazio, o alcune macchine, che assomigliano a quelle di Alien (per l'appunto, sono stati assunti una serie di designer che lavorarono al tempo già nel team del film di Scott).
Insomma, per fare omaggio a grandi pellicole, Bowie ha dato vita a un film di eccellente qualità, senza cadere nel monotono o nel banale.

Chapeu!

Voto: 8

NB: il regista, si fa chiamare in due modi diversi, ma il vero nome è Zowie Bowie, figlio del cantante David; nato nel 1971, egli ha espressamente voluto onorare i film di fantascienza della sua gioventù [cit. Wikipedia]. Missione compiuta.

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