mercoledì 31 ottobre 2012

SchermoNews

Ok, mi trovo in università e dovrei essere più rilassato per poter scrivere, visto che ho appena passato una bella mattinata fra lezioni di meccanica ed esercizi di strutture isostatiche



Da fuori non sembra nulla di che!


Comunque, non è certo l'uni il posto idoneo per ricevere notizie in generale, soprattutto se le notizie sono pessime.

Notizie del tipo: "Hei Luro, hai visto? La Lucasfilm è stata comprata dalla Disney! George Lucas ha firmato, sarà solo un consulente".



"No, vi prego, ditemi che non è vero!"

"Sì Luro, purtroppo è tutto vero; Lucas ha voluto intascarsi una somma enorme di denaro perchè non sapeva più che fare dopo aver inventato JarJarBinkns e ha preferito far cassa ritenuto giusto e doveroso dare un testimone a una nuova generazione di registi e non accaparrarsi diritti e meriti".

Ma io sono troppo pessimista e naturalmente è così; sicuramente è giusto che una delle case di produzione più famose della storia del cinema e non solo, abbia bisogno di novità e freschezza.

Una casa che ha sfornato i vari Indiana Jones e, ovviamente, una delle saghe più famose dell'intera storia cinematografica, nota come "Guerre Stellari" o "Star Wars" per gli sbarbatelli.

Gesù, solo a pensare che la prima trilogia era già datata quando io gattonavo mi fa rabbrividire: ma ovviamente è quel brivido positivo, istintivo, puro: come quello che ti viene quando ti accorgi che al ritorno dal supermarket non hai preso il tonno ma poi guardi nella dispensa e vedi un'ultima confezione.

Per me "Guerre Stellari" è così: un qualcosa di immortale, unico; il film che da bambino mi ha insegnato tante cose: come distinguere il bene e il male, di accettare la Forza e non passare al lato oscuro,(anche se nella vita reale non puoi deviare la ciabatta che tua madre ti ha tirato ma puoi resistere al dolore come un vero Cavaliere Jedi).

Non fraintendetemi, ho accettato con gusto la sfida dei tre film prequel della classica trilogia e, seppur sia convinto che Lucas disprezzi un po' i suoi fan (JarJar e i cazzo di orsetti ne sono una prova tangibile), ritengo che tutto sommato abbia fatto un lavoro senza troppe pretese e vinto.

Quindi, resta magari quel dispiacere in sottofondo, quando sai che una parte della tua vita è conclusa ma sei comunque sicuro che rimarranno inviolate per l'eternità

...


"Ah, Luro, mi sono dimenticato di dirti una cosa: fra un paio d'anni uscirà Star Wars 7"








PS:i lettori standard diranno che ho fatto tanti errori; i lettori ingegneri standard staranno ancora guardando la prima immagine e avranno da dire. I lettori ingegneri particolarmente pignoli mi manderanno lettere minatorie chiedendomi di cancellare il post.

mercoledì 24 ottobre 2012

domenica 21 ottobre 2012

Sceneggiatura delle due di notte

Ieri notte ero ancora sveglio e i pensieri mi passavano nella mente, veloci come un treno.

Il punto è che la testa mi faceva così male che non avrei avuto la forza di prendere il computer e iniziare a scrivere; quindi mi sono segnato i concetti chiavi su un foglietto con l'intento di scrivere un articolo il giorno seguente (per l'appunto oggi).

Ma è un pensiero nato di notte, per cui mettevi comodi, coprite le finestre se è giorno o spegnete la luce se è sera.
Chissà quale sarà l'argomento: d'altro canto, quando si è stanchi, per rilassarsi, di solito, si pensa a qualcosa di bello, di allegro o comunque piacevole, idoneo per riposare la mente.

Invece niente, è proprio un viaggio mentale duro e puro, senza limiti, che mi sento in dovere di illustrare.

Ovvero: mi sono palesemente rotto i coglioni di vedere come le persone non abbiano un briciolo di originalità nelle cose da dire/fare quando devono relazionarsi con le masse ma che, invece, si mettono a copiare e riciclare frasi & pensieri altrui.

E quando si fanno affermazioni con fierezza e decisione, si mette sempre una foto con Vin Diesel (giusto per parlare di originalità) 


Avevo già scritto una cosa simile, principalmente qui ; ma sembra che ogni tanto questo pensiero ritorni nella mia testa, giusto per rompere le palle a me e a voi che vi tocca sorbire questa manfrina.

I personaggi che vedo non hanno mai niente di nuovo, ripetono sempre le stesse cose o, il più delle volte, fanno proprie idee non loro, copiano a caso frasi/battute di terzi spacciandole per loro e ottenendo consensi da parte di un pubblico ormai sempre più quadrato e stereotipato, afflitto dalla monotonia e dalla voglia del "non pensare". Quelli che ci rimettono invece sono proprio coloro che cercano ogni giorno di essere diversi, di creare qualcosa di nuovo.

Il punto cruciale però è che non sto parlando di film, ma di persone in carne e ossa!
Personalità fasulle, ideali buttati lì a caso, mentalità e modi di fare talmente stereotipati che sembrano quelli di un attore di B movie!

Ok, hai detto la tua opinione e la prenderemo in considerazione. Ora da bravo vieni qui e torna nel mondo reale che è tanto bello!

E cosa ancora più grave, non ne posso più di gente che si riempie la bocca di frasi altrui.

Volete che si parli di cinema, giusto? Ok.

Non sopportate anche voi quelle persone che si credono dei grandi intenditori di cinema solo perchè hanno visto due film di Kubrick? 
Non vi cresce l'odio quando questi "filosofi del cinema" si vantano di essere attori solo perchè hanno fatto comparsa in uno spettacolo teatrale dell'oratorio?
Non vorreste insultare pesantemente quelli che dicono che il film più bello di sempre è "Pulp Fiction" perchè è strano e, soprattutto, di QUENTIN TARANTINO?


Dai su, non fare l'offeso, lo sappiamo entrambi: non ci sei solo tu
Mi si potrebbe imputare lo stesso, in quanto gestisco questo blog pur non essendo un attore/regista/qualcosadicompetenza: eppure io ho sempre detto che tutte le mie recensioni sono puramente personali e quindi criticabili in quanto non ho mai detto che ci fosse scritta la "verità".

Questo è quanto: ormai le due di notte sono passate da un pezzo, non è il momento di farsi venire i bruciori di stomaco a quest'ora.
Riposati che inizia una nuova settimana, Luro!!!

mercoledì 17 ottobre 2012

Consigli per il Cinema: Ted


Titolo originale: Ted
Paese: USA
Anno: 2012
Regia: Seth MacFarlane
Cast: Mark Wahlberg, Mila Kunis, Seth MacFarlane
Genere: commedia


Da buon amante de I Griffin, mi sono andato a vedere il primo lungometraggio live-action diretto da Seth MacFarlane, il creatore della famosa serie televisiva animata. Quindi, dopo essermi sorbito un' interminabile fila alla cassa composta da bimbiminkia in calore, sono entrato in sala e mi sono goduto lo spettacolo. Purtroppo, di bimbiminkia ne ho trovati altri anche in sala (pensavo che andassero tutti a vedere Step up), ma di questo ne parlerò più avanti.

Bimbiminkia - emo... nessuno è salvo

Il film parla di John, un bambino con pochi amici, che ha problemi ad integrarsi con i suoi coetanei (nessuno lo invita a giocare a “picchia l’ebreo”). Il giorno di Natale, i suoi genitori gli regalano un orsetto di peluche e John lo considera subito come il suo migliore amico. Una sera, John esprime un desiderio: vuole che il suo peluche parli per davvero, e il desiderio si avvera. Con il passare degli anni, John e Ted vanno a vivere insieme, trascorrendo le loro giornate tra canne e film in tv. La loro vita subisce un cambiamento quando John inizia una relazione con Lori, la ragazza lo pone di fronte ad una scelta: diventare un adulto, abbandonando l’orsetto, o rinunciare per sempre a lei.

Avete presente “I Griffin”, o “American Dad”? Ecco, siamo su quei livelli, una comicità irriverente, scorretta e senza freni, che trae spunto dai grandi della risata americana, Mel Brooks e Woody Allen su tutti. Sembra quasi di assistere al primo episodio di una nuova serie targata Seth Macfarlane, in quanto sono presenti tutti gli ingredienti che hanno fatto apprezzare i prodotti sopra citati.

Infatti, Ted ha la stessa personalità di Peter Griffin (oltre ad avere lo stesso doppiatore) e riprende l’idea di un personaggio fuori dal comune (in questo caso un peluche) che interagisce con gli esseri umani.

Il simpatico orsetto è totalmente realizzato con la computer grafica (e i risultati sono sorprendenti); si integra alla perfezione con il mondo reale. La cosa desta stupore, perché di solito è più facile trovare questo tipo di effetti speciali in film come “Il signore degli anelli” o “Avatar”, piuttosto che in una commedia demenziale.

Se la commedia era già stata stravolta con l’introduzione dei cartoni animati che interagivano con l’uomo (Chi ha incastrato Roger Rabbit?), la nuova frontiera sembra essere l’utilizzo di tecnologie più sofisticate e realistiche; che diventano funzionali alla storia.

bè, diciamo che sono stati fatti dei passi avanti...
Nonostante la trama sia semplice, sono presenti imprevisti e inconvenienti che ovviamente ostacolano i rapporti tra John, Lori e Ted; e qui voglio ritornare ai bimbiminkia. Per un particolare evento nel film, che non vi voglio svelare, un'essere femminile di quella razza che era seduta di fianco a me ha cominciato a piangere! Ma singhiozzava proprio! Senza ritegno! Ma come fai?

Cioè, voglio dire, non stiamo guardando “Titanic”! non siamo ad un concerto di Justin Bieber (lì altro che piangere, ci vuole un harakiri)! Come fai a piangere davanti ad un film così? Sì, è vero, c’è un evento “toccante”, ma a tutto c’è un limite! Insomma, volete vedere qualcosa di davvero commovente?


Ecco, questo sì che è un film strappalacrime cazzo! Quando la Disney sapeva ancora essere crudele! Voglio dire, la scena della morte della madre è una delle più traumatizzanti in assoluto per un bambino! Ma probabilmente voi bimbeminkia di 15 anni non sapete neanche che cosa sia “Bambi”, andatevelo a vedere e poi fatemi sapere, ignoranti! (se non siete morte d’infarto mentre guardavate il film).

Va be, scusate se mi sono dilungato troppo ma dovevo sfogarmi. Tornando a parlare del film, è un prodotto divertente, di intrattenimento, consigliato a tutti i fan de “I Griffin” e a tutti coloro che apprezzano la comicità “dura e pura”.

Voto: 7

lunedì 15 ottobre 2012

Marrakech Express


Titolo originale: Marrakech Express
Paese: Italia
Anno: 1989
Regia: Gabriele Salvatores
Cast: Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Cristina Marsillach, Giuseppe Cederna, Gigio Alberti
Genere: commedia, avventura



Finalmente un’ altra recensione di un film made in Italy (e siamo a 2)! Perché proprio questo film? Beh, diciamo che è da parecchio tempo che sono affezionato a questa pellicola (ero ancora un pischello), e più passava il tempo più il film mi piaceva (forse perché riuscivo meglio a comprendere certe situazioni e/o battute). Devo dire, inoltre, che un po’ mi dispiace il fatto che in questo blog si vedano pochi film italiani, ma forse non è proprio tutta colpa nostra. (dico bene, cari fratelli Vanzina?)

altro che i fratelli Coen
Forse però, nel mondo del cinema non vale la pena di essere così “patriottici”, così come nel mondo dell’arte. Si tratta infatti di una forma di comunicazione universale, che appartiene a tutti e in cui tutti si possono riconoscere, senza distinzioni.

come sono saggio! (sì, insomma...Si fa tanto per dire...)
Bene, ora basta con queste elucubrazioni, qui c’è da fare una recensione! cribbio!! Cominciamo quindi partendo dalla trama…

“Non bastano tutti i cammelli del deserto per comprarti un amico” (proverbio arabo).

Il film inizia con Marco, giovane ingegnere, che riceve la visita inaspettata di Teresa, la quale si presenta come la ragazza di Rudy, grande amico del protagonista. Teresa afferma che Rudy è stato arrestato in Marocco perché trovato con grosse quantità di hashish e, inoltre, l’unico modo per salvarlo è pagare la somma di 30 milioni di lire. Per raggiungere tale cifra, Marco decide di chiedere aiuto a Ponchia, Paolino e Cedro, alcuni amici e membri della squadra di calcetto di cui una volta lui e Rudy facevano parte. All’inizio risulta difficile coinvolgerli, data l’assurdità della situazione e considerato il fatto che il gruppo non si ritrovava insieme da anni. Superata la diffidenza iniziale, la comitiva parte per un lungo viaggio in macchina verso il Marocco; con l’obiettivo di liberare l’amico detenuto.

Il classico film “on the road”, dove il viaggio, ovvero il mezzo per arrivare ad un fine, diventa esso stesso un fine, ossia rinforzare un’ amicizia che sembrava ormai spenta, in modo da tirar fuori i personaggi dalla vita monotona in cui erano incappati.

Durante la visione del film si respira un aria nostalgica, dovuta al distacco che i personaggi hanno avuto per molto tempo, e si avverte specialmente quando si rievocano vecchi momenti passati insieme. Ad accrescere questo effetto ci pensa anche la colonna sonora, con brani che hanno accompagnato la gioventù dei protagonisti (Lucio Dalla, Francesco De Gregori, ecc).

eh già, sono nato nell'epoca sbagliata!

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, ed è interessante assistere alle conseguenze che questo viaggio ha su di loro; durante la storia avviene infatti un cambiamento in ognuno di essi, grazie al quale porterà tutti a vivere la vita in modo diverso. A rubare la scena a tutti gli attori coinvolti è Diego Abatantuono, con un interpretazione irriverente e “sorniona” nel ruolo del venditore di auto Ponchia.

Il viaggio è costellato di episodi divertenti e spensierati, come può essere solo un viaggio fra amici. Non mancano imprevisti che contribuiscono a dare ritmo alla vicenda.

Finisci inevitabilmente per affezionarti ai personaggi, e la curiosità di scoprire la loro sorte cresce man mano che si guarda il film.

Impossibile dimenticare certe scene, che rimangono impresse nella memoria: l’arrivo in un set di film western, la perquisizione alla dogana in Marocco con la successiva “fuga” dalla prigione, la partita di calcio nel deserto, e tante altre…

Insomma, forse non è un capolavoro, ma di sicuro è un bel film con cui passare il tempo; una commedia e allo stesso tempo un avventura ricca di imprevisti, che esalta il valore dell’amicizia.


Voto: 7/8

N.B.: nel film “Tre uomini e una gamba”, la scena della partita di calcio sulla spiaggia è un chiaro omaggio a “Marrakech express”; anche perché vi è un palese richiamo a certe dinamiche della partita.