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sabato 5 novembre 2016

Consigli Per Il Cinema - Doctor Strange



Titolo originale: Doctor Strange
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Scott Derrickson
Cast: Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Tilda Swinton
Genere: fantastico, azione fumettosa, robe esoteriche



Qualche giorno fa io e Ste abbiamo visto insieme Dr Strange e, di conseguenza, abbiamo deciso di fare una sorta di MEGARECENSIONE (tutto maiuscolo) in cui abbiamo infilato la maggior parte delle nostre sensazioni.

Dunque ora passo la parola a lui e alla fine vedrete le mie conclusioni! 

...cambiamento di carattere in corso...

<< Cari internauti, rieccomi all’opera! Giusto pochi giorni fa sono andato con quel mattacchione del Luro a vedere un film che attendevo con una certa trepidazione (soprattutto per la presenza di un certo Benedict Cumberbatch), ossia “Doctor Strange”, ultima fatica dei Marvel Studios e ora vi espongo alcune considerazioni riguardo alla pellicola, maturate in parte in sala o chiacchierando con Luro e in parte lasciando qualche giorno di tempo per rielaborare e organizzare le idee.

Quest’ultima operazione Marvel, come già fatto altre volte (“Ant-Man” o “Guardiani della Galassia”), prende un personaggio "poco noto" al grande pubblico (o per meglio dire ai non addetti ai lavori) per renderlo iconico e farlo appunto conoscere anche ai non-lettori dei fumetti della “Casa delle idee”. A dirigere il tutto Scott Derrickson, giovane regista con alle spalle almeno due ottimi film horror abbastanza autoriali. Come sarà andata?



Secondo noi molto bene. Questo film risulta una sorta di punto di svolta per l’Expanded Universe Marvel  introducendo la magia e il misticismo all’interno di un contesto generalmente più "supereroistico" o fantascientifico. E lo fa con una gran classe: a livello di messa in scena e regia ci troviamo di fronte a un’opera eccellente, gli effetti visivi sono di grande impatto (bellissimi gli effetti delle proiezioni astrali) e le scene d’azione all'insegna del dinamismo pur restando chiare e intellegibili.
Per una volta tanto anche il 3D risulta davvero notevole e fa guadagnare molto all’esperienza visiva di noi spettatori, esperienza che, a più riprese, cerca di richiamare la controcultura figlia dei 70s, il periodo hippie e la psichedelica da trip di LSD (oltre che a citare tanto buon cinema recente (“Inception”) o le architetture impossibili di Escher). Risulta, perciò, in questa accezione, molto fedele al fumetto originale e risulta abbastanza fedele anche a livello di storia e narrazione delle origini del personaggio.

Questa è la psichedelica che solo Steve Ditko (vero creatore di Doctor Strange con buona pace del caro Stan Lee che non lo ammetterà mai) sapeva infondere sulle pagine di Strange Tales negli anni ’70.

I personaggi sono praticamente gli stessi che comparivano sulle pagine di Strange Tales con giusto qualche cambiamento: lo Steven Strange di  Cumberbatch risulta perfettamente “in parte”, un uomo arrogante ed egocentrico,  geniale e molto competente nel suo lavoro (in questo ricorda anche il Tony Stark di Robert Downey Jr.) che, però, lentamente cambierà divenendo un eroe atipico mantenendo alcuni aspetti del suo carattere originale; Tilda Swinton porta, invece, sullo schermo un ”Antico” diverso dalla controparte fumettistica, nei fumetti è un vecchio saggio tibetano mentre nella trasposizione su cellulosa diventa una donna di origine caucasica ma, a parte questo, anche qui la caratterizzazione del personaggio viene rispettata e la buona prova dell’attrice riesce anche a regalarci un momento particolarmente toccante a circa 2/3 del film. Anche Mordo (interpretato dall’attore candidato agli Oscar Chiwetel Ejiofor in 12 Anni Schiavo) subisce la stessa sorta di “cambiamento etnico” passando dal tipico personaggio orientale dei fumetti a, appunto, un personaggio afroamericano.">>

E ci mettiamo una donna come capo e il nero come spalla... successo assicurato!

E qui subentra il Luro nelle considerazioni finali: nonostante questi cambiamenti, secondo me anche inevitabili quando si traduce su grande schermo un’opera fumettistica, l’essenza e il carattere di ognuno di questi personaggi viene decisamente ben trasposto con grande fedeltà ed, inoltre, non essendo nessuno di questi personaggi particolarmente conosciuto al grande pubblico, questi piccoli cambiamenti vanno decisamente bene.

Concordando comunque con il mio braccio destro è unitile nascondere anche quei pochi difetti che, volenti o nolenti, sono sempre più frequenti in pellicole del genere. 
Anche se non sono molto studiato a riguardo, io ho sempre visto questo personaggio come una cazzutissima semidivinità (chissà se vale come eresia questa frase) capace di fare meraviglie che difficilmente qualunque altro eroe Marvel sia in grado di eguagliare: eppure proprio in alcune scene di combattimento sono state introdotte con troppa foga le odiatissime scene di humor slapstick che magari trovi spassose nei sopracitati AntMan o I Guardiani Della Galassia (generi agli antipodi per questo film) ma che qui non c'entrano un'infinocchiatissima.

E ok, le avrò trovate divertenti, ma credo che il mio sia stato quel tipo di divertimento che mostro quando la parente semisconosciuta di infinitesimo grado a Natale mi regala un maglione antisesso e sono costretto (perchè di costrizione di tratta) a ridere, essere felice e ringraziare. E questo, come al solito, è un peccato.


Inoltre, come mi è stato fatto notare, il villan interpretato da Mads Mikkelsen, è piuttosto scialbo, piatto e senza forti motivazioni, funzionale alla narrazione e non sovrasta più di tanto il “cammino dell’eroe” ed ha, come unico aspetto positivo, una caratterizzazione estetica davvero ben riuscita

Anche se mi ricorda un po' Mexes con qualche lampada in meno e con quel tocco di eyeliner in più.

Il film piace? Sì.  Introduce un frammento nell'immenso mosaico di casa Marvel? Sì. Porta qualche novità rispetto alla solita manfrina dell'eroe che nasce cresce e fa cose fighe? No.

Graficamento bello, con una prova recitativa brillantemente superata dai più e con un personaggio sicuramente diverso dal solito, in questa pellicola ci sono gli ingredienti per trascorrere una piacevole serata con gli amici, senza lesinare negli Easter Eggs.

Voto: 7.5

domenica 15 maggio 2016

Captain America: Civil War



Titolo originale: Captain America: Civil War
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Anthony e Joe Russo
Cast: Chris Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Anthony Mackie, Don Cheadle
Genere: azione, fantascienza, superhero movies

Cari lettori di “Un mondo su uno schermo”, I’m back! Premetto che non sono stato rapito dagli alieni, non sono stato invischiato in loschi traffici internazionali e non ho nemmeno vinto alla lotteria per poi scappare su un’isola deserta! Semplicemente, tra un impegno e l’altro e il continuo procrastinare con dei “poi domani finisco di scriverla …” ho accumulato un ragguardevole numero di semi-recensioni scritte a metà e ancora da terminare MA, per farmi perdonare, eccomi ritornare sul pezzo con una pellicola che è ormai sulla bocca di tutti e che è impossibile non trovar pubblicizzata anche nel più sperduto paesino dell’Himalaya, ossia “Captain America: Civil War”!

Dopo la cocente delusione di quel turbinio di non-sense e WTF che, per il sottoscritto, è stato “Batman v Superman”, l’ultima fatica dei fratelli Russo che vede contrapporsi altri due giganti dei comics americani come Iron Man e Capitan America avrà rispettato le aspettative o avrà fatto la stessa fine del film di Snyder?

Beh, per me, è stato assolutamente una piacevole visione che collocherei spanne e spanne sopra al lavoro di Snyder ed è subito divenuto uno dei miei film preferiti della “Casa delle Idee” (insieme al primo “Avengers” e al gustosissimo “Guardiansof the Galaxy”) ma ora andrò a spiegare più nel dettaglio per quali motivi.

Premessa importante per tutti quegli “snob” o “posh”  che quando si nomina un film simile corrono nella toilet più vicina in preda ad un attacco emetico gridando in favore del cinema inteso come “vera arte” e rimanendo disgustati da questi blockbusters macinadollari: vorrei ricordare che il cinema è nato innanzi tutto come intrattenimento (come forse ci ricorderà “L’uscita dalle officine dei fratelli Lumiere” dove un operaio inciampava provocando un’alquanto infantile e naturale risata così detta “di pancia” da parte degli altri lavoratori) che, poi, in alcuni casi è diventato intrattenimento alto, impegno politico e sociale o dissertazione filosofica su “la vita, l’universo e tutto quanto” come direbbe Douglas Adams; perciò non c’è nulla di male in film di puro intrattenimento come questo che fanno passare due ore o poco più di completa evasione e divertimento!

Il film in questione è stato, a mio parere, realizzato magistralmente e porta, per la prima volta, su grande schermo quella che per i Marvel zombies (uno dei tanti nomignoli con cui vengono amichevolmente definiti i fans della Marvel) rappresenta una delle saghe fumettistiche più amate e conosciute, per l’appunto Civil War o "la più grande guerra intestina all’interno del gruppo degli Avengers" che vedrà contrapposti due schieramenti, rispettivamente capitanati da Iron Man/Tony Stark e da Capitan America/Steve Rogers. Per chi non conoscesse nulla di questa pluripremiata serie ecco una breve sinossi:

“Il nuovo film Marvel Captain America: Civil War vede Steve Rogers al comando della nuova squadra degli Avengers, intenti a proseguire la loro lotta per salvaguardare l'umanità. Ma, quando un altro incidente internazionale in cui sono coinvolti gli Avengers provoca dei danni collaterali, le pressioni politiche chiedono a gran voce l'installazione di un sistema di responsabilità, presieduto da un consiglio d'amministrazione che sorvegli e diriga il team. Questa nuova dinamica divide gli Avengers in due fazioni: una è capeggiata da Steve Rogers, il quale desidera che gli Avengers rimangano liberi dalle interferenze governative, mentre l'altra è guidata da Tony Stark, che ha sorprendentemente deciso di sostenere il sistema di vigilanza istituito dal governo.”

I due schieramenti a confronto!

Va altresì detto che la pellicola rappresenta il terzo film dedicato al personaggio di Capitan America e ripropone ottimamente le atmosfere un po’ più cupe e mature già viste nel secondo film della saga, Winter Soldier, il quale aveva un impianto quasi da film di spionaggio con buone dosi d’azione e combattimenti. Con questo Civil War, i fratelli Russo alzano ancor più l’asticella qualitativa dei film Marvel, girando scene d’azione molto compatte, nitide e intellegibili con la giusta dose di pathos e alcuni picchi di drammaticità, intervallando il tutto con la solita comicità Marvel/Disney a cui ci siamo abituati ma che risulta essere mai troppo invasiva e meno edulcorata del solito, riuscendo a spezzare la tensione nei momenti giusti.

A livello di cast, ormai, non si possono che spendere ottime parole per tutti quanti gli attori, a partire proprio dai due “big” Robert Downey Jr. (Iron Man) e Chris Evans (Cap) che sono entrati completamente nei panni dei relativi personaggi e generano un’alchimia davvero unica. Il loro scontro sarà sia fisico che ideologico e la cosa ci farà ancor più star male visto il bel rapporto quasi fraterno che si era creato tra i due personaggi. Ma cosa sta alla base di questo violento scontro di idee?

Ci sta quella che potremmo definire la “tematica della giusta causa” che vede da una parte un Tony Stark (l’individualista del gruppo) che, per paura di non essere in grado di proteggere la Terra e sotto il peso della responsabilità dovuta agli effetti collaterali delle battaglie tra questi superumani si sente perennemente in colpa e pensa che la cosa migliore da fare sia essere controllati, sottoposti a un’organizzazione internazionale che abbia potere di veto sugli Avengers, potendo decidere quando essi possono o devono intervenire e quando, pur magari potendo salvare alcune situazioni critiche, debbano rimanere in disparte; avendo inoltre accesso ai dati e alle relative identità segrete dei vari supereroi. Dall’altra parte della barricata vi è Steve Rogers, da sempre spirito patriottico degli States che crede nella libertà (o nell’idea di libertà made in USA) e che pensa non sia la via migliore o “la via dell’eroe” quella di farsi controllare ed utilizzare come un’arma in caso di necessità per sedare conflitti, rivolte o quant’altro anche se è consapevole delle vittime, degli innocenti e della scia di morte che ogni loro battaglia si lascia inevitabilmente dietro.
Esattamente come nel fumetto alcune scene saranno riprese shot for shot!

A questo proposito, vorrei spendere due parole sul famoso mantra di Stan Lee “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” applicato più volte alla storia di Spiderman ma applicabile all’intero gruppo degli Avengers e in qualsiasi altra situazione; qui si potrebbe dire che “da grandi scontri derivano grandi danni collaterali” e mai come ora il superomismo sta creando un interessante parallelismo tra i supereroi e il ruolo che gli Stati Uniti hanno avuto post 11 Settembre, quando si sono eretti a “gendarmi del mondo occidentale” portando con sé, in qualunque posto intervenissero, una scia di grandi danni collaterali. Inoltre, come dice anche il giovane Tom Holland (Spiderman, una delle new entry nel party supereroistico) “se hai il potere di fare qualcosa di buono, qualcosa che possa migliorare le cose e non lo fai, beh questa diventa una tua responsabilità” e ciò va ad avvalorare un po’ la posizione di Cap che non vuole essere imbrigliato da nessun organismo burocratico perché “se hai il potere di cambiare le cose per migliorarle, allora devi agire a tal fine” (se non si era ancora capito sono abbastanza #TeamCap).



Pathos e drammaticità!

Passando agli altri eroi su schermo sono tutti bravissimi, da Visione alla bella Elizabeth Olsen (Scarlett Witch) che sarà la causa scatenante del conflitto, le due spalle War Machine e Falcon, il bravissimo Paul Rudd (Ant Man) che, oltre a rimpicciolirsi su scale micrometrica diverrà anche letteralmente gigantesco regalandoci una delle più belle scene d’azione del film, i sempre funzionale Occhio di Falco e Vedova Nera (alternativamente grillo parlante per Tony Stark e amica-aiutante per Cap) fino ad arrivare alle tanto attese new entries: lo spiderman di Tom Holland (di recente Marvel Studios aveva riscattato i diritti che prima appartenevano a Sony) e l’eroe del Wakanda, il regale Pantera Nera/T’Challa (da sempre uno dei miei personaggi Marvel preferiti insieme a Daredevil) del vampiro Chadwick Boseman, dico vampiro perché ha tipo 40 anni ma ne dimostra 25! Il primo viene presentato egregiamente con una divertente scena che vede Tony Stark andarlo a stanare direttamente nella casetta nel Queens in cui abita con la provocante e giovane zia May (una bellissima Marisa Tomei che va a svecchiare il personaggio); entra subito nella parte ed è lo Spiderman che più si avvicina a quello narrato originariamente sulle pagine di Amazing Fantasy da Stan Lee, un po’ scavezzacollo, irriverente, ancora immaturo e a cui piace stordire gli avversari con la sua infinita “parlantina” anche nel bel mezzo di uno scontro. 

L’altro, Pantera Nera, riesce ad esser altrettanto efficace e ci viene già data una bella infarinatura di questo personaggio probabilmente meno conosciuto al grande pubblico: il Wakanda, il suo ruolo come neo sovrano, il suo retaggio tribale, la tecnologia avanzata di cui dispone. Oltre a loro, altrettanto bravo e fulcro dell’interna vicenda risulta essere Bucky, l’amico di una vita di Captain America poi passato al “lato oscuro” a causa di varie manipolazioni; in questo panorama idilliaco l’unica nota stonata è rappresentata dal villain del film, Zemo (il Daniel Brühl che interpretava Niki Lauda nel fantastico “Rush” di Ron Howard) che, come è già successo per molti film Marvel risulta avere motivazioni troppo deboli e autoreferenziali (dovrebbero prendere spunto dalle loro serie tv, Kingpin e il Punitore docet).


La new entry bimbo - ragno!!

T'Challa .... miao :)


Tirando le somme, si può dire che questo Captain America: Civil War rappresenti un ulteriore tassello nella creazione del Marvel Cinematic Universe che aumenta la già consolidata qualità dei film Marvel Studios ed è, a tutti gli effetti, una sorta di film apocrifo degli Avengers, più compatto, meglio scritto, girato ed interpretato dell’ultimo “Age of Ultron”, io me lo sono goduto per più di due ore e un paio di riflessioni me le ha anche generato, spero abbia fatto altrettanto anche a voi!

P.s.: unica nota, ormai il MCU (Marvel Cinematic Universe) è un universo solidissimo ed esteso (a dispetto della Distinta Concorrenza), chi non conoscesse i personaggi o gli altri film rimarrebbe un bel po’ spiazzato, non è assolutamente considerabile un film stand alone!




Voto finale:
8 1/2

sabato 2 aprile 2016

Batman vs Superman: Dawn of Justice



Titolo originale: Batman vs Superman: Dawn of Justice
Paese: USA
Anno: 2015
Regia: Zack Snyder
Cast: Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Jesse Eisemberg, Jeremy Irons, Gal Gadot
Genere: Azione fumettosa


Avete presente quando vi trovate davanti a un puzzle di 10°000 pezzi completamente da comporre e non sapete da che pezzo cominciare?

Questo è ciò che provo io ora, chè vorrei scrivere una recensione decente ma sono talmente incasinato in testa che vi giuro non so come impostare il tutto. Forse è meglio partire dalla trama e via via scremare il resto.

Le prime scene illustrano (come se illimitati numeri di fumetti, otto film, un telefilm e una serie TV non fossero bastati) il trauma di Bruce Wane per la morte dei suoi genitori per mano di un assassino.

L'occhio della madreeee...La collanina con le perle!!! -cit.-

Stacco.

A Metropolis, Superman si è ormai consolidato come paladino della città, le sue gesta hanno conquistato il cuore di tutti coloro che vogliono giustizia e che hanno smesso di fidarsi della polizia e del sistema giudiziario delle toghe rosse pagate dal PD. Ovviamente però, il nostro eroe col costume attillato ha il brutto vizio di distruggere tutto ciò che lo circonda per combattere i propri nemici, anche a costo di vite umane.

Notiamo fin da subito un distacco netto dai fumetti, perchè, se la memoria non mi inganna, egli ha sempre avuto a cuore la vita delle persone e solo in presenza di kriptonite rossa, diventerebbe un furioso distruttore; in caso contrario farebbe di tutto per proteggere gli uomini senza metterli in pericolo.

Nel dettaglio infatti il film, chiarissimo sequel di Man Of Steel, inizia con il caro kriptoninano che distrugge le astronavi del generale Zod per salvare la sua città ma al tempo stesso ne devasta buona parte, tra cui un grattacielo della Wane Enterpaises, facendo ovviamente tantissimi morti. Il nostro amato Bruce Wane è presente e può notare come questo alieno possa, con un semplice schiocco di dita, distruggere l'intera umanità senza troppe difficoltà.

Egli inizierà dunque una vera e propria preparazione per togliere di mezzo questo alieno per evitare che in futuro altra gente possa morire per mano sua.

Ora, ogni lettore di fumetti (senza neanche possedere chissà quali conoscenze), sa già le differenze fra questi due grandi personaggi: la luce di Metropolis e la notte di Gotham, il positivismo di Kal El e la tenebrosità dell'uomo pipistrello, la speranza e la continua lotta contro il crimine, la superiorità aliena e l'umanità fragile.

Se (e sottolineo se) questo film avesse evidenziato questi elementi in una luce diversa e meno ingarbugliata della trama offerta, non mi vergognerei a dire che sarebbe stato un capolavoro.

Invece il regista ha voluto strafare e, in due ore di film, ha messo troppa carne sul fuoco in maniera confusionaria e il risultato è stato un prevedibile disastro.

Perchè? 

[Attenzione Spoiler]

Nella prima parte avviene uno spiegone interminabile sulle diversità dei personaggi (già citata all'inizio) che cozza terribilmente con i fumetti. Come già detto, Superman ha una natura diversa, e paradossalmente questa forzatura è la chiave che apre alla diatriba con Wane. Fra questi due entra nella trama anche Lex Luthor, anche qui totalmente diverso dai fumetti, insieme a Wonder Woman.

Le ambientazioni sono parte marginale anzichè elementi essenziali: Gotham e Metropolis letteralmente confinano tra loro, creando un intoppo logico micidiale perchè, ovviamente, a distanze così vicine pare impossibile che non ci sia mai stato un incontro precedente fra i nostri due beniamini. Inoltre, è anche grazie alle città che si sono ulteriormente sviluppate le personalità dei nostri eroi, invece qui non si da peso.

Inoltre, non ho digerito un Alfred giovanissimo (Jeremy Irons e Ben Affleck hanno circa 20 anni di differenza e ovviamente si nota nel film) e che Batman usasse mitragliatrici e armi da fuoco con cui uccideva i suoi nemici. I gadget? Il suo codice etico? Anche qui nulla.

E quindi è completamente da bocciare? Per fortuna no.

Gli attori sono stati tutti bravi a interpretare i propri ruoli e, con mio grande stupore, ho veramente apprezzato Eisenberg nel ruolo di un Lex Luthor con tratti caretteristici simili a uno scienziato pazzo molto "Jokeresco" se mi passate il termine; Affleck pure non ha sfigurato, mantenendo un Batman simile a quello di Nolan ma che non ha passato ancora le sue paure e il suo trauma fanciullesco.

"It's simple...I kill the Superman".

Se non si fosse capito, Superman l'ho bocciato per via della storia, ma Cavill come attore non ha per nulla sfigurato.

Batman, come sempre, ci piace un sacco.
Una citazione d'onore va alle cortissime scene con Acquaman, Flash e Cyborg che mi hanno fatto ingrifare non poco!

[Fine Spoiler]

Purtroppo i tanti errori e le inesattezze coi fumetti, immersi in un minestrone (a volte anche riscaldato) di elementi messi in disordine, una trama mai lineare e una storia senza solide basi non possono che portare a una mia personale bocciatura. E la cosa mi fa molto male perchè io adoro i fumetti DC e non mi sarei immaginato che Snyder potesse prendere una cantonata del genere, visto che di fumetti non è digiuno (si pensi a 300 e a Watchman).

E' vero che molti invece lo hanno acclamato come un grande film, ma trovo piuttosto veritiere queste parole:

"Chi dei fumetti sa poco o ciccia e vuole un film dal tono maturo, epico, drammatico e financo un po' sborone è a posto. Chi invece è un lettore di comics USA e concepisce i film di super-eroi solo come delle pellicole superserie e pucciate nel grim and gritty, chi insomma preferisce la via Nolan e le robe nolanizzate più che l'ironia dei film Marvel, qui ne avrà per onanismi (mentali e non) a lungo termine." (cit. Antro Atomico Del Dr.Manhattan)

Purtroppo quando si parla di onanismi, io non mi tiro mai indietro. (risate registrate)

Voto: Il film è bocciato su tutta linea. La cosa che forse mi da ancora un briciolo di ottimismo è la grande prova degli attori nei panni dei super eroi; con un cast simile nelle pellicole future, c'è ancora speranza! Ma fino ad allora... 4½.

giovedì 3 marzo 2016

Deadpool





Titolo originale: Deadpool
Paese: USA 
Anno: 2015
Regia: Tim Miller
Cast: Ryan Reynolds, Morena Beccarin, Ed Skrein, T.J.Miller, Gina Carano, 
Genere: Azione fumettara, commedia grottesca



Buondì a tutti, ragazzoni.

Una settimana fa sono andato a vedere Deadpool, filmetto che aspettavo da più o meno tre anni, precisamente quando uscì il videogioco a lui dedicato; lì per lì pensai: "Ecco, ora la grande macchina del marketing ha buttato l'amo; 10 a 1 che ci faranno il film"




Taaac!*

Comunque, appena arrivato a casa, ero pieno di idee e voglia di scrivere insieme a un'incubazione di qualche virus che mi ha bloccato per giorni a letto con febbre, tosse e altre schifezze amene.

Credo che nella mia vita la procrastinazione non sia un fattore personale ma imposto.

Ma di questo parleremo dopo.

(l'avete capita? procrastinare?dopo? No eh? Va beh...)

Il film racconta la storia di Wade Wilson, un duro cazzone insolente che si guadagna da vivere facendo il mercenario grazie a commissioni ricevute nel pub ove tutti i suoi colleghi della città si radunano; qui si scommette anche su chi possa essere il prossimo a perire durante la propria missione e tutti i nomi dei mercenari con le proprie quote sono messe in mostra su una lavagna chiamata Deadpool.

Wilson nel mentre conosce una ragazza, Vanessa (quella gran fi*a di Morena Baccarin presente nella serie TV Gotham) e intraprende con lei una relazione a base prima di sesso estremo, poi sesso con sentimento e infine amore (ma condito con del sesso).

The dark knight rises...If you know what I mean

Tutto sembra andare a gonfie vele, fino a che viene diagnosticato il suo corpo a un tumore; infatti Wilson scopre di avere il cancro a prostata, reni, fegato, cervello & quant'altro ed è in fase terminale.

Quando sembra che la sua vita stia giungendo ai titoli di coda, ecco che un uomo misterioso gli propone di salvargli la vita e addirittura di cambiargliela, rendendolo un essere con poteri unici...

Ora, per chi conosce il personaggio creato da Rob Liefeld sa già bene quali siano le caratteristiche del Mercenario Chiacchierone; per chi invece fosse a digiuno, sappia che "Deadpool" è forse la summa di tutto ciò che è ANTI EROE in un film fatto per super eroi.

E funziona? Altrochè!

La scelta vincente di questo film si basa sicuramente sul mantenere la genuinità del personaggio cartaceo, senza tagli e censure.

Non sto a soffermarmi sulla qualità grafica e tecnica  (tutte le scene d'azione sono fantastiche quanto crude e violente), piuttosto mi occuperei dei dialoghi e dell'ironia pungente che il regista ha voluto usare come cavallo da battaglia.

Devo dire che il lavoro è stato ottimo, ci sono stati tantissimi richiami ai film di X Men (ahimè ci troviamo nel loro universo per una questione di diritti d'autore), Easter Egg un po' ovunque e battute che piovono come se non ci fosse un domani, alcune delle quali di una volgarità pazzesca, altre invece più leggere e che coinvolgono direttamente il pubblico (la rottura della quarta parete la troviamo qui come nel fumetto ed è un espediente decisamente vincente).

Che poi è proprio questo il bello: mantenere il personaggio a tutto tondo, come se il regista volesse dire a quelli della sala: "allora raga, adesso c'è Deadpool: ci saranno sparatorie, sangue, morte e battute sulla masturbazione. Avete 3 minuti per andarvene se 'ste cose non piacciono".

Una strategia che se avessero fatto anni fa, magari IronMan 3 non sarebbe stata una cagata epocale.

Concludo con: secondo me è il classico film da vedere con gli amici per staccare la testa da tutto e farsi quattro risate in compagnia, soprattutto se siete tutti fan Marvel e adorate l'ignoranza e film che non si prendono sul serio.

Unica pecca purtroppo è data dal doppiaggio leggermente osceno (il villan è qualcosa da prendere a testate con quell'accento British) su cui potevano lavorarci decisamente meglio.

Voto: un film originale dei supereroi, che a tratti è ignorantissimo ma a tratti genuino (ambientazioni noir, storia del personaggio e del suo nemico) che funziona alla grande e che, finalmente, prende a pedate il bollino verde della tivù. Per tutto questo, un 7½ ci sta!


Grazie mille Luro, così mi fai arrossire!!!



*Tecnicamente è stato nel limbo della produzione e programmazione per più di 10 anni, con lo scritto passato nelle mani di vari registi e poi scartato. (Wiki docet).

giovedì 6 novembre 2014

Consigli per il Cinema: I Guardiani Della Galassia




Titolo originale: Guardians Of The Galaxy
Paese: USA 
Anno: 2013
Regia: James Gunn
Cast: Chriss Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Josh Brolin 
Genere: Azione spaziale fumettosa



Ed eccoci qua! Dopo il tanto tempo passato dall'ultimo post, posso confermare che, haimè, non riesco purtoppamente a scrivere in maniera costante su questo blog, nonostante la passione per il cinema e per le correzioni delle bozze.

Ma cancio alle bande e, senza spoiler alcuno, tuffiamoci in questo nuovo film Made In Marvel e vediamo subito cosa si può dire a riguardo.

Tu entri nel cinema e non sai una beneamata fava di chi siano questi personaggi, ma ringrazi molto uno dei tuoi blog preferiti che ti fa un gran bel riassunto su sti guardiani qui; d'altro canto, in cuor tuo sai che forse, e dici forse, questa tua ignoranza è un bene, poichè non sei influenzato dalla tua conoscenza fumettara e puoi dunque goderti la pellicola senza arricciare troppo il naso per presunte incongruenze cartacee.

E quando esci, come puoi riassumere la cosa? Sicuramente puoi confermare che hai in testa un qualcosa di "nuovo ma già visto": in questa pellicola ritrovi quel genere goliardico in cui non ci prende quasi mai sul serio, con tanta azione ma che sa quando è il momento di fare le meenchiate e quando dar spazio a quelle cose che capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi, emozioni. Nel senso che, per fortuna, ogni gag o battuta a dir si voglia sembra fatta proprio ad hoc e non messa lì a caso "per far ridere" (come la storia ci ha insegnato con altre pellicole) ma per "far divertire, e scusate se è poco.

Non ci sono state interruzioni del ritmo della trama e le risate spontanee ne vengono fuori tante!

Per chi ha inoltre l'occhio lungo par mio, sarà felicissimo di notare tantissimi collegamenti del mondo Marvel, non solo quelli già visti sul grande schermo (scena del Collezionista per intenderci).


Un Procione parlante che spacca tutto ma ha un cuore d'oro!
Quindi, che dire di più? Guardiani Della Galassia è un film vincente, sotto molti punti di vista; un film che sa quando dover usare certi toni e quando lasciarsi andare in battute, gag e situazioni pazzesche. Ottima prova di Chris Pratt e di tutto il cast del film, il quale, insieme al regista ovviamente, è riuscito a fare un successone basandosi su un gruppo di personaggi di fantasia totalmente strampalati e piuttosto anonimi, rispetto ad altri nomi come Iron Man, Thor e compagnia bella.

Avenger CHI?

Voto: 8

PS: la scena post titoli di coda è il massimo del massimo, peccato fossi l'unico in sala ad averla colta.

mercoledì 14 maggio 2014

Pubblicità Time (Amazing SpiderMan 2)

No, non mi sono venduto o commercializzato.

Come detto due post fa, con questo computer posso a malapena viaggiare sull' internet il tempo necessario per realizzare che mi manca il MIO di pc.

Purtroppo la stazione è scomoda, c'è la mamma che ascolta a tutto volume il telegiornale visto che gli anni iniziano a farsi sentire, ma lei purtroppo non li sente lo stesso, e io sono inebriato dai vapori del ferro da stiro e tg2 a palla.

Come si fa a recensire in modo decente secondo voi?

Quindi, per stavolta, vi rigiro una recensione del grande Leo Ortolani direttamente sul suo blog.

Il film in questione è Amazing Spiderman 2 ed è una recensione fumettosa, molto originale e divertente!

Amazing SpiderMan by Leo Ortolani

Per ora vi devo salutare così, il Fermo Immagine ci sarà comunque, spero presto!

Il vostro amico blogger di quartiere!

venerdì 11 aprile 2014

Consigli speranzosi per il Cinema: Capitan America - The Winter Soldier



Titolo originale: Captain America, the Winter Soldier
Paese: USA 
Anno: 2013
Regia: Anthony e Joe Russo
Cast: Chris Evans, Scarlett Johansson, Robert Redfon, Sebastian Stan, Anthony Mackie
Genere: Azione fumettosa


Avevo detto mille volte che non sarei andato a vedere questo film per due motivi. In primis non mi piacque il primo.
Ero andato al cinema con le buone intenzioni per poi ritrovarmi con un senso di sconforto provato solo quando i miei mi portarono a vedere "Il Principe d'Egitto" quando ero pressochè un pupo. Non so se ricordate ma era parecchio agghiacciante mostrare una moria di bambini in un film (guarda caso) di tema religioso e, per lo più, distribuito proprio per bambini! 

Esatto, quello è il braccio di un bambino morto in un cartone animato!

Comunque, tornando alla mia lista, il secondo motivo lo avete visto anche qua sul blog: i film della Marvel mi stavano facendo venire i dolori di stomaco.
Il buonismo Disneyano che ho descritto decine di volte aveva iniziato a stufarmi, tanto da farmi passare la voglia di andare al cinema per vedere i film presi dalle pagine di Stan Lee. 

E così, dopo circa una settimana dall'uscita nelle sale Italiane di Cap 2,  ho iniziato a guardarmi un po' intorno, a leggere e consultare le mie "fonti" di fiducia riguardanti questa pellicola e ho notato dell'ottimismo nell'aria. Per cui, dopo, sono andato a vederlo.

Ok, ho barato, e allora? Insomma, dopo Iron Man 3 e Thor 2 (quanti numeri!!!) sinceramente non volevo che il mio cuore venisse trafitto da un palo di legno, non avrei avuto la forza e voi sapete che non potete biasimarmi.

Però signori miei, posso confermare che il film non mi ha per nulla deluso! Finalmente un film di super eroi come Dio comanda, con il buonismo Disneyano che è andato a farsi un giro.

Non vi dico la trama perchè mi sembra giusto che siate voi a guardarlo; ci sono tante cose da dire, il mio consiglio è quello di stare bene attenti a certe "perle nascoste", con chiari riferimenti ad altri fumetti, o addirittura ad altri film.

Azione, esplosioni, battute all'ammmmeregana, ancora azione, Scarlett Johansson bellissima e che già amo, spionaggio, combattimenti, attori che sanno recitare... in questo film ho visto veramente di tutto. 

Ho addirittura sentito ben 4 (QUATTRO) parolacce, roba mai sentita nei film precedenti.

Insomma, una piacevole sorpresa e forse un briciolo di ottimismo che alla Marvel farebbe bene, visto i risultati direi approssimativi delle sue ultime pellicole: certo, dispiace che un film fatto bene come questo abbia un supereroe che di "super" non ha una benamata.

Infatti, a pensarci bene ci sono delle scene in cui tecnicamente uno con i "poteri" di Cap non potrebbe sopravvivere: voglio dire, ok, hai uno scudo indistruttibile, ma se ti casca in testa una tonnellata di cemento armato, caro mio, la vedo dura che alzando uno scudo tu possa sopravvi... ah no, scusate, lui è Capitan America, rappresentante del paese maggior esportatore di Democrazia e Libertà, quindi LUI PUO' 

Fuck yeah, America!

Insomma, gli ingredienti per divertirsi ce ne sono; fa sicuramente piacere che un film di fumetti (se sei appassionato) non venga necessariamente sminuito solo per la sua provenienza, così come è giusto che ci siano attori di tutto rispetto (in questo caso, il grande Robert Redford).

Voto: 7,5

martedì 1 aprile 2014

Lanterna Verde

Premessa: al contrario rispetto al solito, questa recensione sarà leggermente più meccanica delle altre, nel senso che non andrò a guardare il personaggio del film con occhio critico da fumettaio. Avrò si e no letto il fumetto 3 o 4 volte massimo su Internet, per cui non lo conosco più di tanto.

Mi "limiterò", diciamo, ad analizzare il film di un supereroe con la tutina attillata verde e con un anello brillantinoso.



Titolo originale: Green Lantern
Paese: USA 
Anno: 2011
Regia: Martin Campbell
Cast: Ryan Reynolds, Blake Lively, Mark Strong, 
Genere: Azione fumettosa


Un film inaspettato? Può essere.

Diciamoci la verità; speri che questo "filone di super eroi" continui ad evolversi. Perchè alla fine, tu blogger o appassionato di cinema e fumetti, vorresti che l'azione, la passione e i messaggi che i fumetti per anni ti hanno ispirato vengano proettati sul grande schermo.

Batman è stato fatto (più e più volte e consacrato nell'Olimpo con la trilogia di Nolan); Superman pure (anche se sono forse più belli, nonostante meno spettacolari, quelli degli anni 70 rispetto ai reboot attuali) e altri personaggi come Watchmen eccetera

Ah già, pure Catwoman, immortalata qui in tutto il suo splendore

Non è che per caso, a breve, pure la DC Comics si ritaglierà uno spazio nel mondo del cinema creando qualcosa molto simile alla scia "Avengers"? Gli indizi ci sono, esaminiamone uno: Lanterna Verde!


Hal Jordan è un collaudatore di aerei da caccia, ed è una persona totalmente estroversa e senza cura di sè; è incosciente, presuntuoso e quando deve prendere una scelta preferisce dileguarsi, per non avere troppe responsabilità.
Mentre Ryan Reynolds fa questo ruolo da fighetta, in un'altra galassia, un male spaventoso continua a prendere potere, e il valoroso esercito delle Lanterne Verdi certa di contrastarlo. Per chi non lo sapesse,il Corpo delle Lanterne Verdi è una sorta di polizia intergalattica che ha lo scopo di proteggere l'intero universo da forze intente a distruggerlo. Ogni Lanterna ha con se un Anello del potere (esatto) che ha questa capacità di materializzare qualsiasi cosa passi nella testa di chi lo possiede; la resistenza e la forza degli elementi creati sta nella volontà di chi li crea.

Un anello per ghermirli e nell'oscurità incatenarli


Gli anelli hanno però una carica limitata e per attingere nuova energia hanno bisogno di una ricarica, e per fare ciò, il possessore ha bisogno di un oggetto che sembra appunto, una "lanterna".

Il film si svolge sul fatto che una Lanterna Verde sia stata colpita a morte nello spazio e, atterrando sulla Terra, chiede all'Anello di cercare un suo sostituto. Ah già, a quanto pare l'Anello ha una volontà sua (aridaje) ed è lui a scegliere chi sia in grado di portarlo.

Ovvio che l'anello sceglie Hal Jordan, e da qui cambierà la sua vita; egli imparerà infatti, per "esigenze del suo nuovo lavoro part time" ad affrontare le sue paure anzichè scappare dalla porta sul retro.

Lanterna Verde non è il classico ragazzo sfigato che le prende sempre e sa cosa vuol dire essere giusti e leali che tutto ad un tratto diventa un figo (tipo il Marvelliano Spider Man); non è un ricco industriale che ha ricevuto un trauma per colpa dell'ingiustizia (come Batman i cui genitori sono stati freddati senza pietà); ha tutte le donne che vuole, ha fascino e fa un lavoro pericoloso.

Lanterna Verde è un insicuro.

Chi di noi non lo è? Insomma, in un mondo di m***a (perdonate il francesismo) come questo, ognuno fa di tutto per mostrarsi sicuro per non finire schiacciato dalle malelingue altrui. D'altro canto, sono le nostre insicurezze a indebolirci, e l'anello lo sa.

Nel momento in cui invece abbiamo fiducia in noi stessi, possiamo fare veramente di tutto; e questo è un messaggio bellissimo!

E uniamoci tutti insieme contro il razzismo interplanetario!

Ribadisco che tutto questo lo capisco dal film, non so se effettivamente Hal Jordan sia così anche nella versione cartacea.

Ad ogni modo, un personaggio del genere è difficile da "capire" se messo su uno schermo: la mutazione del personaggio non è del tutto visibile su uno schermo, si lavora più che altro nella "testa" di Hal Jordan e questo fa calare la pellicola, rendendola pesante.

Idem la linearità della trama, piatta come il mio encefalogramma dopo 4 ore di statistica; questo è ovviamente un peccato perchè è interessante il fatto che l'intero film possa essere una grande allegoria dell'ego quando viene tirata in ballo la paura.

Potenzialmente parlando il film è bello, tecnicamente parlando è stato un fallimento. Effetti speciali ce ne sono pochi e gli attori, salvo qualche eccezione, non mi sono sembrati pronti per questa prova. troppa neutralità. Insomma, tante buone idee ma fatte su male

Peccato.

Voto: 5

PS: si sta pensando a un reboot con un nuovo personaggio (probabilmente per creare la sopracitata Justice League) ma per ora sono solo voci

giovedì 28 novembre 2013

Consigli un po' Antani per il Cinema: Thor, The Dark World



Titolo originale: Thor - The Dark World
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: Adam Taylor
Cast: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgard
Genere: Fantasy, Azione Fumettosa


L'ultimo film Marvel con cui ci siamo lasciati è stato Iron Man 3.

I brividi scorrono ancora lungo la schiena eh?

Sì, vi capisco benissimo: quel film mi ha fatto perdere tanta fiducia come la potrebbe perdere un cattolico creazionista vedendo i resti di Lucy nel viaggio di famiglia in Etiopia.

Ma, come il sergente Mazzarri dice, guardiamo partita per partita, alla fine tireremo le somme.

Ricordatevi bene queste parole, che riprenderemo alla fine. Grazie.

Dunque. Thor: The Dark World

Eravamo rimasti, in Avenger, con il Dio del Tuono che rientra ad Asgard col fratellastro Loki in manette. Qui riprendiamo nel punto in cui il grande Odino condanna all'esilio il Dio dell' Inganno e affida a Thor il compito di ordinare i 9 regni che non sono stati raggiungibili dagli Asgardiani per colpa della rottura del Bifrost.

Ma dobbiamo fare un passo indetro: infatti nei primi minuti del film veniamo a conoscenza di una vecchia storia. Il nonno di Thor (Bor) combattè contro i crudeli Elfi Oscuri capitanati da Malekith i quali avevano deliri di onnipotenza; il loro obiettivo era conquistare una "sostanza Oscura" di nome Aether dotata di un grandissimo potere. L'esercito di Asgard sconfisse i malvagi ma Malekith riuscì a salvarsi e giurò vendetta.
Bor, ritenendo l' Aether impossibile da distruggere, la nascose in un mondo buio e dimenticato, in modo tale da non poter essere trovata.

Quando però il richiamo di questa sostanza sarà troppo forte, Thor dovrà combattere contro un male superiore e sconosciuto per difendere la Terra e il popolo di Asgard da solo.

Esatto, un elfo particolarmente oscuro

Da premessa, Thor non è più quel Dio spavaldo e arrogante del primo film; egli infatti è maturato, così come viene considerato dal padre come un dio nuovo, affidabile e sicuro.
Loki sarà anch'egli presente nella pellicola e sarà interessante notare che il film analizzerà il suo personaggio un po' più a fondo rispetto al primo e ad Avenger.

Le ambientazioni sono fantastiche e i costumi dei personaggi sono tanta roba.

Ok; purtroppo queste sono le poche note positive di quello che è stato un film che non ha del tutto soddisfatto.

Perchè? Beh, in primis questa trama (che in sè non è del tutto male, anzi) è, haimè, stata sviluppata malissimo. Motivi? I toni.

Ebbene sì, citando la frase di Doc Manhattan :

"C’è questo fatto che i film Marvel uscitici dai Marvel Studios sono ormai delle pellicole di Bollywood, giusto un po’ più corte. C’è la scena di ridere, poi il drammone risolto in due secondi, poi un’altra scena di ridere, poi un altro drammone risolto in mezzo secondo, poi gente che limona e il finale col botto. Mancano solo i tipi che scendono in piazza e ballano senza motivo, ma si corre forte il rischio di arrivarci presto."

Elfi "mimi" oscuri; venghino siori, venghino!

Ed ecco che ritornano gli spettri Disneyani di Iron Man 3: quelle cazzo di gag messe lì a caso, che a volte ci stanno, che a volte sono da farti alzare, andare a prendere un aereo a Malpensa con un volo low cost, andare in America e massacrare di botte il regista. Che poi, se cerchi su Internet scopri che certe gag non sono state scritte per mano del regista, ma dalla Marvel. Scusa Taylor, colpa mia.


Ovvio però non si giustifica il fatto che ormai questi film siamo tutt'al più delle robe leggere quasi infantili. E io sono stufo.

Perchè, come ho già detto, sono cresciuto con questi fumetti; è anche grazie a loro che sono quello che sono ora. I fumetti hanno sempre un messaggio positivo, che motivo c'è di forzare questo concetto?


Quando ci sono scene di combattimento, non c'è un minimo di sangue: ci sono spade, lance magiche, duelli corpo a corpo e non si vede nulla. Ma dico io, vi sembra normale una roba del genere?


E poi, ogni volta che si tratta di questi super eroi, subito si fanno confronti con Nolan. Vi prego, BASTA!


Qui mi sa molto di uvavolpismo estremo: Nolan per alcuni è stato pesante? Beh, io preferisco 1000 volte un film di quello stile che certe stronzate propinate per fare da morale e per dare "buon esempio".


Se a questi "ragazzini" a cui è stato indirizzato il film fa schifo il sangue, o qualche parolaccia o un po' di violenza, beh, imparino a crescere o che aspettino qualche anno e lascino la sala del cinema libera a noi più barbuti, grazie.


Anche perchè ho seriamente paura che la mia adorata Natalie Portman finisca come Miley Cirus



Ecco la cantante che lecca  Mjöllnir, in uno spin off sempre Made In Disney


Quindi? Consiglio Antanti... o meglio, fate quel cavolo che volete: io l'ho visto in 3D al Sabato e me ne sono pentito, e il portafoglio è leggero.

Ci sono buonissimi spunti che tutto sommato meritano di essere visti, magari se andate in settimana spendete di meno e vi divertite di più.

Sì, c'è la scena finale che MERITA (giusto per mettere in dubbio le vostre idee già confuse da questa recensione!). 

Voto: 5 tendente al 6, con un retrogusto da 4 con scappellamento a destra per due.