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martedì 25 ottobre 2016

Ieri e Oggi - Robin Hood: Il Principe Dei Ladri



Titolo originale: Robin Hood: Prince of Thieves
Paese: USA/Gran Bretagna
Anno: 1991
Regia: Kevin Reynolds
Cast: Kevin Costner, Morgan Freeman, Christian Slater, Alan Rickman, Mary E.Mastrantonio, Michael McShane
Genere: avventura



Dopo la squisita recensione del caro Ste, ammetto di essermi rilassato troppo e il mio caro collaboratore mi ha pure bacchettato.

Pensate, il proprietario del blog che si fa richiamare dal suo collaboratore. Pazzesco!

Ovviamente l'ho licenziato.

Scherzi a parte, in effetti la pausa è stata parecchio lunga e vorrei rompere il silenzio con questo film del 1991, perchè è giusto che le novità vengano sempre sponsorizzate.

Poi, finita la recensione, vi parlerò di questa nuova invenzione che va tanto di moda, ovvero i televisori al tubo catodico, dicono che siano una bomba!

Scherzi a parte II, perchè questo film? Beh, il mio cervello bacato, davanti a un lavoro nuovo (o, per meglio dire, davanti allo scrivere recensioni nuove), inizia a impuntarsi talmente tanto che vado a litigarci contro. Qui vi trascrivo la nostra ultima discussione.

Luro:"Hey cervello, ora che ho un po' di tempo libero, che ne dici di finire le bozze degli ultimi 4 film che ho sul pc da luglio e sfornare qualche bella recensione fresca?"

Cervello: "Nah"

Luro:"Eddai, mica ti sto chiedendo di ridare Analisi; alla fine qualcosa di carino lo riusciamo sempre a fare..."

Cervello: "No, quei film lì mi han fatto cagare. Hanno rovinato Ghostbuster, hanno provato a rifare Lo Squalo, hanno fatto il sequel di un sequel di merda e tu mi parli di sfornare recensioni fresche? E non osare citare di nuovo quell'esame che ci viene un ictus"

Luro:"Quanto sei melodrammatico! Su, mettiti al lavoro, senza di te io non posso fare nulla! Sennò rischio di scrivere una recensione orribile".

Cervello:"Te lo scordi; adesso ti manderò un segnale elettrochimico che ti farà venir voglia di conoscere il ciclo di vita dei lamantini africani"

Luro:"Bastardo! ...... Ok senti, se facessi una recensione di uno dei film della mia infanzia che ti ha scolpito l'amore per i giochi di ruolo e per la fantasia, mi aiuteresti?"

Cervello:" Beh...potrei accettarlo! Scusami se sono stato uno stronzo, ti voglio bene..."

Luro:"Anche io te ne vogl... oh guarda un lamantino!"


Non è adorabile?
Quindi, vorrei tentare di scrivere una doppia recensione. Quella di Luro piccolo e quella di Luro vecchio. Chissà cosa verrà fuori!

XII secolo: Robin di Locksley, crociato partito per liberare Gerusalemme sotto i vessilli di Riccardo cuor di Leone, riesce a tornare in Inghilterra per riabbracciare l'amato padre dopo una lunga prigionia; egli è accompagnato da un moro di nome Azeem, il quale ha giurato fedeltà all'inglese in quanto quest'ultimo lo ha liberato e dunque salvato da morte certa.


Quando però i due tornano al castello di Robin, scoprono un'amara verità: l'intera struttura è stata data alle fiamme, il cadavere di Lord Locksley è appeso a una trave e il fedele servitore di famiglia Duncan è stato accecato per opera dello sceriffo di Nottingham, malvagio signore che, sfruttando la debolezza del Re per via delle crociate, cerca di conquistare il maggior numero di terre per rovesciare la corona e diventare ricco e potente.

Spinto dalla sete di giustizia e vendetta, Robin inizierà una nuova vita, diventando quella figura leggendaria di nome Robin Hood!

Ora, nei miei ricordi vedevo il giovane Kevin Costner come il fuorilegge badassico all'inverosimile, "geniale e spavaldo" che, insieme al tranquillo e più saggio Azeem (Morgan Freeman) formavano una coppia di protagonisti perfetta! Invece il grandissimo attore che, haimè fu, Alan Rickman e la fattucchiera Mortianna rappresentavano magistralmente l'incarnazione del Male (la tizia mi spaventava particolarmente a morte).

Ed ecco la fonte di tutte mie turbe psichiche infantili!!!

Non avete inoltre idea quanto mi piacquero tutte le scene della foresta di Sherwood: questo elemento bucolico, che rappresenta il collante fra Robin Hood e la sua masnada di fuorilegge, è stato presentato in maniera egregia grazie all'immenso lavoro di Douglas Milsome, colui che lavorò per altri capolavori come Full Metal Jacket e Shining.




Aysgarth Falls, Scozia!

Non dimentichiamoci inoltre che il castello dei "cattivi" è lo stesso usato nella famosa saga di Harry Potter.




I toni del film li trovavo parecchio cupi con molte scene violente, come la prigione di Gerusalemme o la  battaglia nella foresta, corroborati con momenti più leggeri e divertenti, fra i quali non posso dimenticare l'incontro dei banditi con Frate Tuck.

Insomma, all'epoca questo era un film che ho letteralmente disintegrato nel videoregistratore.

E adesso, una volta rivisto con occhio più critico?

Non posso negare che l'impatto sia stato forte e contrastante: nel mondo del cinema, 25 anni sono praticamente un'era geologica e il loro peso si sente tutto; ho notato una forte alternanza di spessore nei dialoghi, in cui c'erano momenti di alta tensione e altre frasi che quasi non c'entravano nulla nell'intera storia, e questo mi ha un po' deluso.

Rickman all'epoca mi sembrava, come detto, un cattivo completamente rivolto verso il Male, un mostro sacro (o per meglio dire profano) e irraggiungibile. Eppure adesso vedendolo recitare, mi sembra di notare una goffaggine estrema nei suoi modi, come a voler quasi essere oggetto di scherno, senza ovviamente perdere lo spessore dell'attore; posso capire che probabilmente potrebbe essere un messaggio del tipo "il male può essere combattuto soprattutto con il sorriso" o qualche roba hippy, il che, per carità, ci può anche stare. Diciamo che sono rimasto deluso non tanto per la prova in sè ma per non avere conciliato un mio ricordo con la realtà dei fatti.

Inoltre, purtroppo, per la versione moderna in blue ray hanno voluto aggiungere scene inedite mai doppiate fino ad ora, quindi per evitare cambiamenti repentini di voci, è stato deciso di ridoppiare completamente l'intera pellicola. E vi giuro che il 90% dello spessore delle frasi è volato via come le bestemmie che tiro quando guardo l'Inter ultimamente, perchè sono stati scelti i doppiatori attuali che prestano voce agli stessi attori; peccato però che ora quest'ultimi abbiano 50 anni e nel film almeno la metà e ovviamente sta cosa mi ha dato un fastidio inimmaginabile.

Fate che ho dovuto rispolverare il videoregistratore (giuro) e recuperare la videocassetta per gustarmi il doppiaggio originale e per fortuna le cose sono migliorate molto!

Rivedere le scene di quella meravigliosa foresta o quelle dei combattimenti ricchi di azione e anche con un pizzico di ironia mi han fatto ricordare che a volte non serve solo usare una fredda metodologia di analisi per recensire un film, ma lasciarsi trasportare dalle proprie sensazioni, cosa che ultimamente non sono riuscito più a fare.

Mitica la scena del binocolo!

A volte, dopo tutto, il miglior modo per imparare le cose, è guardarle con gli occhi di un bambino.


Voto: 8

Si ricomincia a recensire!!!

lunedì 3 ottobre 2016

Cambio vita con un click

Non aspettatevi una recensione di quel demenziale film con Adam Sandler; lo detesto.

Mamma se mi sta sui maroni....

Come avevo detto nel video, avreste dovuto attendere qualche giorno extra per vedere qualcosa di nuovo. Ebbene, direi che ci siamo.

Non starò a dirvi molto, sappiate solo che ho deciso di cambiare drasticamente la mia vita, e qualcuno di nuovo ha deciso di entrarne e farne parte.

La cosa per ora mi sta riempiendo di energie e, sotto certi aspetti, ansie. Ma obiettivamente non voglio farmi soggiogare da stati mentali negativi proprio ora che stanno iniziando tante nuove
avventure.

Diciamo solo che ora dovrò impegnarmi come ho sempre fatto (se non di più) per ottenere finalmente qualcosa di positivo, e ci sarà anche una personcina che mi farà da personal trainer!

Sì, mi rendo conto che sto dicendo parecchie cose sconclusionate, ma ritengo opportuno che su anno di recensioni, ci sia un piccolo spazio per sfogare anche le mie idee non cinematografiche.
E se state aspettando quelle, non preoccupatevi, il caro Ste sta per pubblicare un suo lavoro!

Da Luro, il vostro amato blogger di quartiere, linea alla regia!

domenica 30 novembre 2014

Star Wars: Il Risveglio della Forza

E niente... è uscito il Trailer e ce lo si guarda


Si ok, è uscito l'altro ieri ma sono uscito dallo stato di meditazione solo oggi.

Io non so bene descrivere la mia impressione; potrei scrivere per dieci ore su sta cosa.

Guerre Stellari è una trilogia nata nel lontano 1977 e ha fatto sognare milioni di persone/nerd dal cuore d'oro e la spada laser; una quasi semplice storia in salsa fantascientifica che racconta il bene e il male ma che, diciamocelo, ha scombussolato non poco il mondo del cinema.

Una Nuova Speranza, L'Impero Colpisce Ancora, Il Ritorno Dello Jedi sono quei film che, se sei appassionato, ti rimangono scolpiti nella memoria per sempre.

Il tempo passa, Guerre Stellari diventa un universo (cinematografico) vero e proprio, magari qualcuno non li ha mai visti ma è IMPOSSIBILE che non abbia nemmeno sentito nominare dei termini come "spada laser" "la Forza"e compagnia bella.
Quindi, dicevo, il tempo passa, la tennnnologia migliora e via dunque alla realizzazione di ben tre prequel della good old trilogia anni '70.

La Vendetta Dei Sith, ultimo tassello di questa stupenda storia, fu distribuito nel 2005 e tu, affezionerrimo di questa saga, hai pensando: " Con 6 film, con una linearità (tutto sommato) decente, si conclude una delle saghe cinematografiche più importanti del cinema".

Dieci anni dopo questa mia frase, ecco che esce Star Wars VII: Il Risveglio Della Forza.

Non so ancora se andrò a vederlo, ma una cosa è sicura: qualcuno (leggasi J.J.Abrams) ha un grossissimo fardello da portare, i fallimenti non saranno accettati (almeno da parte Nostra).


Usa la Forza J.J.!

venerdì 3 ottobre 2014

I 10 film che hanno segnato la tua infanzia (2° parte)

Dopo il grandissimo successo (#credici) della prima parte della listona, ritorno con molta calma, e riprendo da dove eravamo rimasti!


5) The Mask (1994)

Sssssspumeggianteeee!!! Non poteva mancare The Mask, con quel mattacchione di Jim Carrey nei panni dell'improbabile eroe Stanley Ipkiss. Tratto dall'omonimo personaggio fumettaro, ho un piacevolissimo ricordo di questo film, spassono e coloratissimo, con personaggi strampalati e scene assurde. Una commedia leggera e divertente, pieno di riferimenti ad altri film, divenuta un successo mondiale.


E ringrazio per aver visto quella φiga di Cameron Diaz nel fiore degli anni


4) Ghostbusters (1984)



Parapappara, GHOSTBUSTERS!

Beh, potrei anche non aggiungere altro, la storia di questo film la sanno anche i muri... Il carattere goliardico, l' "ignorante" recitazione di Murray e Aykroyd e l'idea di tizi che acchiappano fantasmi ti fanno portare nel cuoricino da bambino questa pellicola. E se poi ti tirano fuori anche un cartone animato preso da un film del genere, sei ancora più felice.


The Real Ghostbuster: un none del cavolo, pare per questioni burocratiche.

3) Titanic (1997)



Una delle pellicole più famose della storia, vincitrice di ben 11 premi Oscar e forse il trampolino di lancio della carriera di Leonardo DiCaprio. Sono convinto, a onor del vero, che questo film abbia lasciato un segno nella mia infanzia in modo leggermente più "passivo" rispetto ad altri. Insomma, era veramente sulla bocca di tutti e anche in televisione nel parlavano; mi ricordo che anche nei documentari di storia, quando si trattava della famosa nave costruita nei primo decennio del '900, venivano utilizzate alcune scene del capolavoro di Cameron (una su tutti l'allagamento della cabina del capitano). A me questo film piacque molto, ma essendo già a sette anni un anticonformista, alla lunga mi stancai di quello che fu, per la prima volta sotto i miei occhi, un fenomeno di "cultura di massa".

2) Dragonheart (1996)




Ecco invece un film che è esattamente l'opposto del soprastante. Un film fantasy non molto famoso (forse a causa del genere che non a tutti piace) ma che ho adorato e che adoro tuttora. La storia di un cavaliere e un drago, nemici per natura, mi ha fatto commuovere e dato tanti spunti interessanti per pensare, coinvolgendo termini forti come coraggio, lealtà, amicizia e giustizia; valori che, secondo me, adesso hanno un senso molto più relativo rispetto a quando eravamo piccoli noi. Molto belle le scene di azione, bellissimi i dialoghi e ricordiamo soprattutto che:



Un cavaliere è votato al coraggio,
il suo cuore conosce solo la virtù,
la sua spada difende gli inermi,
la sua forza sostiene i deboli,
la sue parole dicono solo la verità,
la sua ira abbatte i malvagi.

Il giusto non può morire,
se un uomo ancora ricorda,
le parole non sono dimenticate,
se una voce le pronuncia chiare,
il codice per sempre riluce,
se un cuore lo conserva splendemente..


1) Hook - Capitan Uncino (1991)



Scegliere un film per la prima posizione non è mai facile; per una lista del genere, ancor di più (ed è per questo che, giuri, ci hai messo un po' di più di tempo per completare questo post). E dopo aver messo in cima ben 7 (SETTE) film -per poi cancellarli-, ecco che alla fine ti decidi e prendi questa pellicola made by Spielberg. Inaspettato? Vi fa salire un sopracciglio alla Ancelotti? Oh ragazzi, mi dispiace, ma d'altro canto, le alternative non mi sembravano accettabili al 100%. Con un cast stellare, dialoghi interessanti e con tanti règazzini come protagonisti, credo che Hook sia uno di quei film che in qualche modo rimangano nella tua memoria anche se non li vedi da una vita. Come non ricordare il Coccodrillo/Orologio? E Spugna interpetato da Bob Hoskin che fa da spalla a Dustin Hoffman? Gli insulti e la battaglia col cibo? Una fiaba che, seppur rivista, ha fatto sognare milioni di bambini.


Che dire signori: io vi ringrazio molto per leggere costantemente quei pochi post che cerco di fare, dando sempre il massimo con le mie (poche) abilità. Certo, avrei in testa altri mille film, ad esempio Mamma ho perso l'aereo che sicuramente il 99% dei bambini miei coetanei si ricorda. Oppure Ritorno al futuro o Guerre Stellari, intramontabili trilogie che ho avuto modo di godermi quand'ero più che un pupo. O ancora Forrest Gump, che è quel genere di pellicola che ti rimane in testa e difficilmente se ne va.

Quali sono stati invece i vostri film preferiti o che ricordate particolarmente quando eravate bambini?

Se la listona vi è piaciuta, condividetela a più non posso sui vostri abituali social network e iscrivetevi sulla mia pagina di Facebook!

martedì 16 settembre 2014

I 10 film che hanno segnato la tua infanzia (1° parte)

Tutti noi abbiamo nei nostri ricordi puerili delle particolari pellicole. Quindi oggi ho intenzione di condividere con voi la mia listona di queste, giusto per cercare di dare una possibile spiegazione della mia psiche.


10) Super Mario Bros (1993)



Iniziamo subito col botto inserendo questo filmaccio nell'ultimo posto della classica. Questa pellicola, la prima trasposizione cinematografica in assoluto di un videogioco, aveva destato in me una forte curiosità. Forse appunto è stata la grande novità di usare come personaggio il famosissimo idraulico mamma mia, che mi spinse a guardarlo cento volte, senza tener conto di tutte quelle imprecisioni e gli errori grossolani di sceneggiatura che lo resero un flop. Però a me faceva ridere Bob Hoskin, che lo vedevo come un mio possibile nonno coi baffi e ritenevo i Goomba tenerissimi

Adorabile come un cucciolo di Labrador

9) La Storia Infinita (1984)




Questa è forse una pellicola che da bambino vedevo spesso, skippando (si dice ancora così, vero?) la parte di Artax nella Palude Della Tristezza. Il film ha come narratore il fancazzista Bastian che ruba un libro, entra a scuola ma anzichè andare in classe, si rifugia in soffitta e inizia a leggerlo senza farsi troppi problemi. Un comportamento che sicuramente i 3/4 dei ragazzini all'epoca hanno invidiato. Ad ogni modo, questo ragazzo vive la storia del libro sulla sua pelle ed è interessante il fatto che vengano toccati tantissimi argomenti spirituali (come il nulla contrapposto alla fantasia per esempio) utilizzando allegorie come elementi naturali, paesaggi e così via.

E poi c'era il fortunadrago Falkor!
Michael Ende, lo scrittore dell'omonimo romanzo da cui nacque il film, ne disse di ogni sulla produzione, in quanto del libro avevano preso forse 1/4 e qualche pernacchia; egli disse: «...auguro la peste ai produttori. M'hanno ignorato. Quello che mi hanno fatto è una sozzura a livello umano, un tradimento a quello artistico». Ovviamente cercò di tirarsi fuori dal film intentando una causa alla produzione per farsi togliere dalla lista nei titoli di coda e, pure qui, pernacchie. 

Atreyu, o per meglio dire, Noah Hathaway passa il tempo a fare le penne davanti agli sbirri e quelli muti e la piccola imperatrice Tami Stronach è una ballerina professionista.

8) Terminator 2: Il giorno del Giudizio (1991)

Nonostante certi contenuti violenti (all'epoca), questo film era uno dei miei preferiti: i toni, sotto certi aspetti cupi, erano sicuramente più leggeri rispetto al pivot con Arnoldo cattivone. E' stato questo film a farmi conoscere James Cameron, e il mondo dovrebbe ringraziarlo. Forse la cosa che apprezzavo di più in questo film, oltre la badassaggine di Mr Muscolo, era il fatto che nonostante si trattasse di un film "violento", il protagonista fulcro era un ragazzino, il che mi rendeva più facile l'immedesimazione. Che poi, voglio dire, chi non ha mai desiderato un compagno di giochi che è anche una spietata macchina da guerra? Ai giardinetti sarei stato il Re indiscusso


You came to the wrong neighborhood, motherfucker


7) Indiana Jones e l'ultima crociata (1989)




Per inciso: io ho amato e adorato tutta la TRILOGIA (perchè per me il 4° non è un film, ma un ammasso di cose senz'anima) del famoso archeologo (è anche possibile che ci scappi la sua "scheda di un personaggio...!'') però questo film mi è sempre piaciuto più degli altri. Forse perchè era interessante vedere questa contrapposizione padre/figlio con il grande Sean Connery, o per le gag che i due riuscivano a creare senza rallentare la trama (come oggi spesso e volentieri accade). Come dimenticare la scena dell'aereo?


Guarda e impara Disney



6) The Goonies (1985)




Beh, sicuramente non poteva mancare questa pellicola nella lista. Anche se fu distribuito nelle sale quando io non ero ancora nato (come la Storia Infinita del resto), questo film divenne per me una pietra miliare. La videocassetta era triturata, e ogni volta che lo mettevano in televisione, addirittura non uscivo a giocare pur di guardarlo (e ciò quindi potrebbe spiegare il fatto che dopo un po' nessuno veniva più a chiamarmi). Il desiderio di avventura, la ricerca di un tesoro, ma che ve lo dico a fare? Sean Astin, il protagonista, li ritroviamo nel ruolo di Sam ne "Il Signore degli Anelli"


Apparentemente non è il solo...!!!



E voi? Quali sono i film della vostra infanzia?  Se questa lista vi è piaciuta spammatela ovunque sui vostri social net-uorc preferiti!

La seconda parte uscirà, molto probabilmente, settimana prossima!

mercoledì 16 aprile 2014

SchermoNews

Buongiorno miei cari lettori; vi è piaciuto il Fermo Immagine di questa settimana?

Ho un paio di notizie, alcune belle, altre brutte.

Finalmente sono in vacanza; avrò un po' di tempo per rilassarmi e ricaricare le batterie! Mi ci voleva proprio

Fine delle belle notizie!

Quelle brutte: il mio computer è andato a farsi benedire, ho un pacco di roba da studiare, ho un esame a breve e sarà un miracolo fare recensioni da questo pc scassato che sto attualmente usando.

Fffffuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuck!



I Monty Python dicevano di "guarda sempre il lato leggero della vita"

Il mio pesa 174 kg.

A buon rendere, vi faccio subito gli auguri di Pasqua perchè sicuramente fino a settimana prossima non riuscirò a scrivere.

Buone Vacanze.

martedì 6 agosto 2013

Vacanza

Io e Gonzo siamo vivi. Abbiate pazienza, verso il fine settimana torneremo operativi!

Buon proseguimento di vacanze!

Staff

giovedì 6 dicembre 2012

Un Mondo Su Un Palco (tributo a Paolini)

Buona sera gente.

Lo so, lo so, immagino che vi stiate chiedendo dove sia stato fino ad ora; tecnicamente ero sempre qui, a controllare il nostro amato blog, tenuto saggiamente nelle mani di Gonzo.

E, non fraintendetemi, avrò scritto 5 recensioni che sono salvate in un file segreto nella cartella Matematica, che se poi la apri in realtà di "matematico" c'è poco (non vorrei fare la solita figura del maschio medio).

Ad ogni modo, mi sembrava ingenuo mettere delle recensioni in cui la mia fantasia non era proprio ai picchi più alti.
Quindi scrivevo. Rileggevo. Mi accorgevo delle oscenità. Aprivo la cartella Matematica.

Ma, finalmente, oggi c'è stata una svolta e... rieccomi!

Heeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeere we are, Born to be kings!

E che è successo per creare la svolta?

Sono andato a teatro.

Ho pensato: "Dai, se devo parlare di cinema, sicuramente dovrò andare a teatro" . Non sembra anche a voi un ragionamento perfetto?

Ad ogni modo, ho avuto un clamoroso urto di natiche, in quanto il famoso attore di teatro Marco Paolini aveva una tappa della sua tournèe proprio nel mio paese.

Che dire, una grande emozione: vedere uno dei miei attori preferiti dal vivo è stata una bellissima esperienza.

Il senso di stupore, di meraviglia e, perchè no, anche di gioia mi hanno coinvolto come non me lo sarei mai aspettato; un semplice spettacolo, senza troppi impegni ma al tempo stesso profondo.

Sono stato proprio fortunato e quel senso di frizzantezza dell'animo mi è rimasto dentro. E il vento dell'ispirazione è tornato a soffiare.

Grazie Marco, grazie mille!



mercoledì 31 ottobre 2012

SchermoNews

Ok, mi trovo in università e dovrei essere più rilassato per poter scrivere, visto che ho appena passato una bella mattinata fra lezioni di meccanica ed esercizi di strutture isostatiche



Da fuori non sembra nulla di che!


Comunque, non è certo l'uni il posto idoneo per ricevere notizie in generale, soprattutto se le notizie sono pessime.

Notizie del tipo: "Hei Luro, hai visto? La Lucasfilm è stata comprata dalla Disney! George Lucas ha firmato, sarà solo un consulente".



"No, vi prego, ditemi che non è vero!"

"Sì Luro, purtroppo è tutto vero; Lucas ha voluto intascarsi una somma enorme di denaro perchè non sapeva più che fare dopo aver inventato JarJarBinkns e ha preferito far cassa ritenuto giusto e doveroso dare un testimone a una nuova generazione di registi e non accaparrarsi diritti e meriti".

Ma io sono troppo pessimista e naturalmente è così; sicuramente è giusto che una delle case di produzione più famose della storia del cinema e non solo, abbia bisogno di novità e freschezza.

Una casa che ha sfornato i vari Indiana Jones e, ovviamente, una delle saghe più famose dell'intera storia cinematografica, nota come "Guerre Stellari" o "Star Wars" per gli sbarbatelli.

Gesù, solo a pensare che la prima trilogia era già datata quando io gattonavo mi fa rabbrividire: ma ovviamente è quel brivido positivo, istintivo, puro: come quello che ti viene quando ti accorgi che al ritorno dal supermarket non hai preso il tonno ma poi guardi nella dispensa e vedi un'ultima confezione.

Per me "Guerre Stellari" è così: un qualcosa di immortale, unico; il film che da bambino mi ha insegnato tante cose: come distinguere il bene e il male, di accettare la Forza e non passare al lato oscuro,(anche se nella vita reale non puoi deviare la ciabatta che tua madre ti ha tirato ma puoi resistere al dolore come un vero Cavaliere Jedi).

Non fraintendetemi, ho accettato con gusto la sfida dei tre film prequel della classica trilogia e, seppur sia convinto che Lucas disprezzi un po' i suoi fan (JarJar e i cazzo di orsetti ne sono una prova tangibile), ritengo che tutto sommato abbia fatto un lavoro senza troppe pretese e vinto.

Quindi, resta magari quel dispiacere in sottofondo, quando sai che una parte della tua vita è conclusa ma sei comunque sicuro che rimarranno inviolate per l'eternità

...


"Ah, Luro, mi sono dimenticato di dirti una cosa: fra un paio d'anni uscirà Star Wars 7"








PS:i lettori standard diranno che ho fatto tanti errori; i lettori ingegneri standard staranno ancora guardando la prima immagine e avranno da dire. I lettori ingegneri particolarmente pignoli mi manderanno lettere minatorie chiedendomi di cancellare il post.

domenica 21 ottobre 2012

Sceneggiatura delle due di notte

Ieri notte ero ancora sveglio e i pensieri mi passavano nella mente, veloci come un treno.

Il punto è che la testa mi faceva così male che non avrei avuto la forza di prendere il computer e iniziare a scrivere; quindi mi sono segnato i concetti chiavi su un foglietto con l'intento di scrivere un articolo il giorno seguente (per l'appunto oggi).

Ma è un pensiero nato di notte, per cui mettevi comodi, coprite le finestre se è giorno o spegnete la luce se è sera.
Chissà quale sarà l'argomento: d'altro canto, quando si è stanchi, per rilassarsi, di solito, si pensa a qualcosa di bello, di allegro o comunque piacevole, idoneo per riposare la mente.

Invece niente, è proprio un viaggio mentale duro e puro, senza limiti, che mi sento in dovere di illustrare.

Ovvero: mi sono palesemente rotto i coglioni di vedere come le persone non abbiano un briciolo di originalità nelle cose da dire/fare quando devono relazionarsi con le masse ma che, invece, si mettono a copiare e riciclare frasi & pensieri altrui.

E quando si fanno affermazioni con fierezza e decisione, si mette sempre una foto con Vin Diesel (giusto per parlare di originalità) 


Avevo già scritto una cosa simile, principalmente qui ; ma sembra che ogni tanto questo pensiero ritorni nella mia testa, giusto per rompere le palle a me e a voi che vi tocca sorbire questa manfrina.

I personaggi che vedo non hanno mai niente di nuovo, ripetono sempre le stesse cose o, il più delle volte, fanno proprie idee non loro, copiano a caso frasi/battute di terzi spacciandole per loro e ottenendo consensi da parte di un pubblico ormai sempre più quadrato e stereotipato, afflitto dalla monotonia e dalla voglia del "non pensare". Quelli che ci rimettono invece sono proprio coloro che cercano ogni giorno di essere diversi, di creare qualcosa di nuovo.

Il punto cruciale però è che non sto parlando di film, ma di persone in carne e ossa!
Personalità fasulle, ideali buttati lì a caso, mentalità e modi di fare talmente stereotipati che sembrano quelli di un attore di B movie!

Ok, hai detto la tua opinione e la prenderemo in considerazione. Ora da bravo vieni qui e torna nel mondo reale che è tanto bello!

E cosa ancora più grave, non ne posso più di gente che si riempie la bocca di frasi altrui.

Volete che si parli di cinema, giusto? Ok.

Non sopportate anche voi quelle persone che si credono dei grandi intenditori di cinema solo perchè hanno visto due film di Kubrick? 
Non vi cresce l'odio quando questi "filosofi del cinema" si vantano di essere attori solo perchè hanno fatto comparsa in uno spettacolo teatrale dell'oratorio?
Non vorreste insultare pesantemente quelli che dicono che il film più bello di sempre è "Pulp Fiction" perchè è strano e, soprattutto, di QUENTIN TARANTINO?


Dai su, non fare l'offeso, lo sappiamo entrambi: non ci sei solo tu
Mi si potrebbe imputare lo stesso, in quanto gestisco questo blog pur non essendo un attore/regista/qualcosadicompetenza: eppure io ho sempre detto che tutte le mie recensioni sono puramente personali e quindi criticabili in quanto non ho mai detto che ci fosse scritta la "verità".

Questo è quanto: ormai le due di notte sono passate da un pezzo, non è il momento di farsi venire i bruciori di stomaco a quest'ora.
Riposati che inizia una nuova settimana, Luro!!!

sabato 14 luglio 2012

Pubblicità

A volte è il caso di prendere una pausa

No, fermi, non prendete questa frase come una scusa personale per non fare recensioni; era una roba oscillante fra il filosofico e l'effettivo cazzeggio.

Ok, ora che mi sono ingarbugliato, posso ricominciare.

Dicevo, a volte è utile prendersi una pausa: che sia dalla visione di un film, dallo studio, da un'attività sportiva ecc...

In queste pause il cervello assimila e analizza tutto il lavoro che è stato svolto antecedentemente allo stop: dopo un film, la pausa è importantissima.
E' un momento di riflessione, in cui tiri le somme, giudichi la pellicola e capisci se effettivamente valeva la pena di spendere 8.50 per vedere quel film o no

Poi pensi che certa gente li spenderebbe volentieri per questo genere di film e, di colpo ti ritrovi con l' autostima degna di un economista di Wall Street prima del 1929  



Ad ogni modo, non vi preoccupate se non avete nostre notizie; stiamo comunque lavorando per voi; io e il collaboratore - infermiere GONZO stiamo preparando una recensione tutta nuova su un film appena uscito nelle sale italiane. Posso solo dirvi di non perdere la speranza in noi, verrà ripagata senza rimpianti

Concludo questo post con la pubblicità effettiva del blog: ho creato una pagina su Facebook, in cui posto regolarmente ogni uscita del blog: se per voi è più comodo connettervi attraverso il social network, ecco a voi il link  ;cliccando "Mi Piace" riceverete tutte le nostre news.




martedì 5 giugno 2012

Fare Arte

 In tutti gli anni in cui ho studiato arte (i miseri anni liceali, in cui si tasta solo la punta dell'Iceberg, me ne rendo conto) c'è sempre stata una cosa che tutti gli artisti avevano in comune: la comunicazione.

Fare arte vuol dire comunicare.

Almeno, questo è quello che credo sia la questione che sta alla base di tutto il creato artistico che vediamo quotidianamente.

Prendete la pittura, per esempio: una grande forma di visione e rappresentazione di un qualcosa che ha senso e che si vuole mostrare al pubblico.

O la scrittura, ovviamente



Ragazzi, parliamoci chiaro: quando ho scritto "Aprile è il mese più crudele" non mi riferivo al rigenero della natura in contrapposto alla sterilità umana, altresì intendevo dire che in quel fottuto mese piove che Dio la manda!


La cosa che più mi rende curioso è: che cosa c'è sotto? Voglio dire, come può una persona creare dei veri e propri capolavori di arte visiva? Che cosa sarà passato nella mente di quella persona?

Visto che siamo in un blog in cui si parla di cinema, chiedo: che cosa prova un regista quando il suo cervello e il suo animo stanno pensando alla storia?

Mi hanno colpito molto le parole di Mario Monicelli, qualche mese prima della sua triste morte: "La speranza è una trappola. È una brutta parola, non si deve usare. La speranza è una trappola inventata dai padroni" .

Fermo restando che una frase va sempre analizzata nel contesto (qui l'intervista integrale), mi sembrano veramente pesanti; la morte suicida, il fatto di voler vivere da solo, essere rimasto orfano di padre sono momenti drammatici per la vita di un uomo; eppure egli è riuscito a diventare uno dei più grandi registi della storia italiana.

Probabilmente Nietzsche aveva ragione nel dire: "Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante"

Per cui, quando magari qualcosa va storto, quando le avversità quotidiane colpiscono con una mannaia la vita, io penso a uno dei tantissimi esempi di uomini favolosi, che sono riusciti, nonostante il loro male, a fare dell'arte.

D'altro canto, chi vive, prova emozioni; chi è apatico, non vive. Ed qui che arriva la soluzione al mio dubbio.

E' necessario avere quella forza che riesca ad essere al di sopra delle emozioni, per poterle plasmare e condividerle sottoforma di "atto" con tutti.

Io purtroppo non ho delle grandi doti e, soprattutto, mezzi per creare dei capolavori; spero che questo blog possa in qualche modo essere un trampolino di lancio per qualcosa; mal che vada potrò consolarmi davanti a un bel film con una birra fresca, visto che sta arrivando il caldo!

martedì 29 maggio 2012

Religiolus - Vedere per credere



Titolo originale: Religiolus
Paese: USA
Anno: 2008
Regia: Larry Charles
Cast: Bill Maher
Genere: Documentario Satirico


Ed ecco il primo film documentario satirico del blog...sono quasi emozionato!

Questa pellicola l'ho scoperta per puro caso cercando su Youtube dei video di Bill Maher , noto comico americano, per guardare un suo vecchio show, in modo da gustarmi quella satira pungente che nella televisione italiana manca da sempre.
Ed ecco che mi trovo questi spezzoni di film e, colto dalla curiosità, sono riuscito a trovarlo e, dopo averlo guardato per bene, ho ritenuto opportuno recensirlo.

Il che non è una passeggiata, ovviamente: il tema, da come si è capito, è quello religioso, ergo piuttosto scottante. Ma si noti bene che Maher non fa come in qualsiasi spettacolo satirico, ovvero attaccare l'idea e la dottrina religiosa in modo grossolano solo per strappare risate e applausi; egli intraprende un vero e proprio viaggio culturale in tutti i centri religiosi più importanti del mondo (Vaticano incluso) per potersi confrontare con personaggi di un certo spessore.

Quello che viene fuori è un'attenta indagine sulla pericolosità del fanatismo religioso, di come molte persone concentrino tutta la loro vita su un libro come la Bibbia e il Corano, senza prendere in considerazione il fatto che tanta altra gente possa avere un'idea diversa o, più semplicemente, che in quelle pagine non ci sia la Verità. In aggiunta, molti si affidano così tanto alle varie parole di Dio che abboccano a politici, oratori, uomini senza scrupoli che fanno leva proprio sul credo religioso popolare solo per ottenere potere

Gente, non credo che sia così contento che qualcuno voglia mettersi nei suoi panni...


Mi è piaciuto molto vedere come Maher sia molto preciso nelle domande e puntiglioso, ma al tempo stesso leggero e divertente, per creare una fluidità costante per tutta la durata della pellicola. 

Purtroppo, come ogni volta che un film tocca tematiche fastidiose, prontamente viene criticato e censurato; a mio modo di vedere, il regista è stato bravo a non cadere nello stile "sfottiamo i bigotti di turno" perchè si nota come il 50% dei dialoghi sia fatto da entità religiose che rispondono semplicemente alle domande del comico (il quale sarà l'unico personaggio presente in tutte le scene in maniera costante) quindi non vedo dove sia stato necessario infangarne il nome

Tipico esempio di tolleranza religiosa

Certo, attacchi diretti ce ne sono (il nome richiama l'insulto inglese "ridiculous") e a volte ho notato una certa insistenza di Maher nelle domande che effettivamente darebbe fastidio anche a una persona paziente.
Però insomma... Questo film è un ottimo spunto per iniziare una discussione con degli amici, per notare come gran parte delle persone possano diventare schiave di un credo (religioso o meno) e che sarebbe opportuno, ogni tanto, farsi qualche domanda più profonda di "che tipo di farfalla sarà quella tatuata di Belen?"

Voto: S.V.

martedì 22 maggio 2012

Gli Intoccabili



Titolo originale:The Untouchables
Paese: USA
Anno: 1987
Regia: Brian De Palma
Cast:Kevin Costner, Sean Connery, Charles Martin Smith, Andy Garcia, Robert De Niro.
Genere: Poliziesco


Era da tempo che volevo recensire questo film. 
E, dopo quello che è successo a Brindisi il 19 Maggio, ho come sentito il "dovere" di poter dire la mia.

In ogni caso, questa pellicola secondo me merita di essere vista almeno una volta nella vita; personalmente il genere poliziesco non mi entusiasma molto, ma Gli Intoccabili rimane una pietra miliare nella storia dei gialli a stampo mafioso.
Il cast è epico - da Costner a Connery, da un brillante De Niro a un giovane Andy Garcia - e tutti riescono a entrare perfettamente nei panni dei loro personaggi, brillantemente diretti da De Palma; il fatto che ci siano attori di origine latina (come De Niro e Garcia), che sappiano riportare i nostri modi di fare, sicuramente aiuta a dare quel tocco di verità in più alla pellicola

La storia è quella del "pool antimafia" realmente esistita (gli Intoccabili, per appunto), capitanata da Eliot Ness  che cerca di incastrare il celebre boss mafioso Al Capone (impersonificato da De Niro a mio avviso ottimamente).

Non riuscirei a fare troppe battute su questo film; elementi di suspance sono assicurati, insieme alla violenza e alla morte nuda e cruda, in una Chicago dove non esistono la pietà e la pace, ma una guerra velata ai più tenacemente combattuta da uomini pronti a tutto pur di far tornare la giustizia, con ogni mezzo loro possibile.

E' bello come il regista riesca a far incarnare il Bene e il Male in Ness e Capone e a creare una tensione costante fino alle scene finali del film (sarò ripetitivo ma la musica è elemento fondamentale, e a dirigere l'orchestra c'è un maestro degno di nota, Ennio Morricone).

La rabbia, la passione, e la voglia di sconfiggere questo Male (e ve lo posso giurare) non potranno fare a meno di entrarvi nell'animo; forse per il fatto che noi italiani ne sappiamo qualcosa di stragi e morti innocenti, e forse perchè vogliamo che questa piaga sociale finisca.

Per non dimenticare: Capaci, 23 Maggio 1992


Forse perchè c'è il bisogno di avere persone come gli Intoccabili per poter sconfiggere tutto questo

Voto: 8

Dedicato a tutti quelli che sono morti per mano della Mafia

giovedì 12 aprile 2012

Brazil


Titolo originale: Brazil
Paese: Gran Bretagna
Anno: 1985
Regia: Terry Gilliam
Cast: Jonathan Pryce, Kim Greist, Robert De Niro
Genere: Fantascienza, grottesco, commedia nera (no, non c’è Eddie Murphy)

Bene. Questo è il mio primo post e ho deciso di dedicarlo a uno dei miei film preferiti, cosa che penso di fare anche per i post che scriverò in futuro (e magari anche per film che non apprezzo, in linea con quanto fatto finora nel blog). Ho deciso di cominciare con una citazione dal film:

“In una società libera l’informazione deve penetrare dovunque” (Eugene Helpmann)

Simpatico vero?

Il film è ambientato in un Paese immaginario, dominato da una sorta di dittatura burocratica, al punto che “non si potrà più aprire un rubinetto senza riempire un 27B/60!” (Harry Tuttle). Sam Lowry è un impiegato del Ministero dell’Informazione, apparentemente privo di ambizioni, che ha frequenti sogni in cui compare una misteriosa ragazza. 




...non è proprio quel genere di sogno

Un giorno, per un errore di stampa di un file, viene processato e ucciso un certo Archibald Buttle al posto di Archibald “Harry” Tuttle, un ricercato terrorista, e a Sam viene dato l’incarico di correggere tale errore. Quando Sam va a visitare la vedova del signor Buttle, viene a conoscenza di una ragazza chiamata Jill Layton che (guarda caso) è identica alla ragazza dei suoi sogni. Scoprirà che anche lei è ricercata poiché ha cercato di difendere la vedova dall’ingiustizia subita. L’amore per Jill e l’incontro con Harry Tuttle (che oltre ad essere un terrorista è anche un idraulico!) porteranno Sam a ribellarsi contro il potere tiranno.



ha proprio l'aria del terrorista

Va riconosciuto al regista il merito nell’aver saputo ricreare l’ambientazione di una città cupa e grigia (che richiama Blade Runner per certi aspetti), simbolo di una società che ormai non ha più nulla di umano, in contrapposizione con quelli che sono i sogni visionari e fantasiosi del protagonista. Inoltre, vi sono molti elementi surreali (come la madre di Sam, la marcia degli impiegati…) e appartenenti al tipico humor inglese (non a caso il regista era uno dei Monty Python) che conferiscono alla pellicola un aspetto decisamente stravagante e fuori dal comune.


i Monty Python al completo (Terry Gilliam è quello là in alto a destra con lo sguardo da assassino)

A parte l’aspetto stilistico impeccabile, non mancano i colpi di scena, soprattutto nel finale (e grazie al c…), e il film ti fa rimanere incollato allo schermo fino a quando tutti i nodi non vengono al pettine (e ti ho messo pure una metafora). Un altro aspetto importante è il messaggio, il film infatti è una parodia/satira verso ogni tipo di dittatura, soprattutto quella mentale, che priva l’individuo della sua capacità di pensare e di ragionare e lo rende insensibile persino di fronte alla morte. Allo stesso tempo, il film mette in luce gli effetti dell’alienazione, il fatto di fuggire da una realtà che ci opprime per rifugiarci in quelle che sono le nostre fantasie… Ma questo sta a voi scoprirlo guardando il film, se ancora ne avete voglia (e che cazz… non vi posso mica dire tutto!). 
Nel complesso, la grandezza del film è quella di riuscire nell’impresa non facile di  fondere l’intrattenimento con la riflessione su temi attuali, consigliato a chi vuole divertirsi pensando (o viceversa)

Voto: 10

N.B: Il film è liberamente ispirato a "1984" di George Orwell

mercoledì 4 aprile 2012

La Crisi davanti a uno schermo

Ispirazione.

Dire qualcosa, esprimere un concetto, avere l'ispirazione sono tutti atti dati dalla scintilla che ognuno di noi ha nel suo animo. C'è gente che riesce ad avere un guizzo di idea e creare dei capolavori assoluti oppure c'è chi, colto da apatia e depressione, non riesce a buttare giù neanche una frase decente.

Ultimamente anche io sono così; beh, questo "ultimamente" dura da tipo qualche mese, ma per fortuna non ho scadenze per il blog e posso permettermi di perdere tempo.
Ovviamente è triste vedere come non sia facile esprimere le mie idee e opinioni su una mia grande passione quale il Cinema.
Logorante sì; ho cercato di darmi una risposta e ne ho trovate ben più di una: problemi personali, problemi al rapportarmi con le persone, vivere in una città grigia, assistere indirettamente al suicidio di 4 persone in una settimana (nello specifico: prendendo la metropolitana ho visto lo stallo dovuto al fatto che operatori e medici legali portassero via dai binari i cadaveri dei poveri disgraziati che hanno deciso di buttarsi sulle rotaie; era questo ciò che intendevo con i termini "assistere indirettamente"), captare il malumore.

Poche balle, la crisi c'è e si sente fin troppo bene.

Una crisi che va oltre il mondo economico-finanziario; voglio dire, basta vivere la vita quotidiana oltre le proprie mura di casa per vedere come la gente non sia felice.

Ma che cos'è poi 'sta felicità? (oddio, quanto prenderei a sberle chi afferma di avere in tasca tutte le risposte dell'universo, ma sto andando veramente fuori argomento)

Ma soprattutto, che diavolo c'entra tutto sto discorso col Cinema?

Beh, una mia tesi, che può essere giusta quanto una stronzata clamorosa, è la seguente: la Crisi, non solo sta distruggendo l'individuo, non solo sta devastando l'economia del mondo, ma anche, piano piano, sta rovinando la cultura cinematografica nella fascia del popolo.

Fateci caso: trame già viste, personaggi copiati spudoratamente da altre opere, mancanza di originalità, totale disinteresse per una trama e per i particolari, curando solamente l'estetica della pellicola.

Mancanza di ispirazione? Totale mancanza di sensibilità intellettuale?

Non vorrei sembrare un "intellettuale depresso in cerca di risposte" e chiedo scusa se, durante la lettura, ho creato immagini grige istiganti al suicidio di massa; non vorrei proprio essere tedioso, ma la crisi, haimè, mi ha trovato.
In qualche modo l'ispirazione negativa mi ha dato comunque la forza di scrivere; è un ottimo punto di partenza

A.